La Serva Padrona ed Il Maestro di Cappella, i due celebri intermezzi di Giovan Battista Pergolesi e Domenico Cimarosa, sono stati rappresentati sabato sera al teatro “Gabriello Chiabrera” di Savona ed hanno raccolto il plauso del pubblico. In scena Jacopo Marchisio, Barbara Bargnesi e Filippo Morace (il Maestro di Cappella), con l’ Orchestra Sinfonica di Sanremo, direttore Giovanni Di Stefano (regia di Jacopo Marchisio, scene del Laboratorio del Teatro dell’Opera Giocosa, costumi della Sartoria Teatrale Arrigo di Milano).
Il maestro di cappella è un intermezzo comico composto da Domenico Cimarosa, probabilmente tra il 1786 e il 1793 basato su un libretto di produzione ignota. L’operina è unica nel suo genere in quanto, diversamente da tutti gli altri intermezzi settecenteschi, vi è la presenza di un solo cantante, il maestro di cappella per l’appunto. Proprio per la particolarità di avere un personaggio soltanto non è stata ancora scartata l’ipotesi che questo lavoro fosse stato scritto originalmente come un ampliamento di un’aria per basso o di una cantata comica. Questo intermezzo è una parodia del maestro di cappella settecentesco ed è affine come tipologia a quei lavori che satirizzavano l’ambiente teatrale, ai quali appartiene anche un altro lavoro scritto da Cimarosa nel 1786, L’impresario in angustie.
Trama
Un maestro di cappella è intento nell’inserire nella musica un’aria in “stil sublime” seguendo i dettagli degli antichi maestri, ma quando l’orchestra inizia a provare il brano l’effetto è catastrofico, dato che ogni strumentista entra al momento sbagliato durante l’esecuzione. Il maestro è quindi inizia a canticchiare volta per volta la parte di ogni strumento,in modo tale da fare capire ad ognuno di essi quando deve iniiare a suonare;alla fine riesce nell’intento,di far eseguire l’aria correttamente a tutta l’orchestra. Soddisfatto dal successo decide di provare un pezzo composto da lui stesso.
(sopra Cimarosa e una veduta del teatro Gabriello Chiabrera)
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