(da Rovigo) Dopo la prima dello scorso maggio al Teatro Comunale di Ferrara, dove non veniva rappresentata da 30 anni l’opera più famosa del Cigno di Aversa “Il Matrimonio Segreto”, frutto della coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, del Teatro Sociale di Rovigo e Teatri e Umanesimo Latino S.p.A. di Treviso, è andato in scena mercoledì, venerdì e domenica davanti al pubblico rodigino.
Le prossime rappresentazioni sono previste a Treviso il 26, 28, 30 novembre e il 2 dicembre. Il dramma giocoso di Domenico Cimarosa su libretto di Giovanni Bertati, fumesso in scena la prima volta il 7 febbraio 1792 al Burgtheater di Vienna. Il cast di cantanti che comprendeva i vincitori del XLI Concorso Internazionale per cantanti “Toti Dal Monte”, svoltosi a Treviso nello scorso giugno: Dorela Cela nel ruolo di Carolina, Loriana Castellano in Fidalma, Fabrizio Beggi in Geronimo, Giulia Semenzato interprete di Elisetta e Andrea Zaupa nel ruolo del Conte. Il personaggio di Paolino viene interpretato da Filippo Adami (l’unico che non c’entra con il premio Dal Monte). Sul podio dell’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta c’era Damiano Binetti, mentre la regia dell’opera è affidata a Italo Nunziata. Lo scenografo e costumista Pasquale Grossi, si è occupato dell’allestimento scenico dell’opera, le luci sono state curate da Patrick Latronica. Il dramma giocoso più famoso dell’epopea cimarosiana era il secondo titolo della stagione del sociale di Rovigo.
–————– La trama
La vicenda rappresentata narra di Paolino e Carolina, che, in preda a un impulso amoroso, si sono sposati in segreto da due mesi. Fra ansie e sotterfugi, si adorano senza potersi appartenere, il che accresce la loro tenerezza e il loro ardore. Paolino vorrebbe persuadere la sua sposina segreta alla fuga: ella però esita, se pur angustiata da mille pene. Intorno ai due innamorati si muove una piccola folla di personaggi della tipica comicità settecentesca: Geronimo, il padre di Carolina, sordo, avaro e ricco mercante (padrone di Paolino), il conte Robinson, ricco pretendente inglese, Elisetta, la sorella di Carolina, caratterialmente dispettosa, ambiziosa, aspra e maligna (la quale è stata destinata in nozze dal padre al conte Robinson), e la zia Fidalma, matura zitella, presa anch’essa da un’ardente passione per il giovane Paolino. L’intreccio s’aggroviglia ulteriormente e piacevolmente: il conte Robinson, che secondo i progetti di Paolino dovrebbe sposare Elisetta, appena vede Carolina si innamora di questa, e dell’altra non ne vuol più sapere. Geronimo protesta, ma Robinson gli propone di rinunciare a metà della dote se gli concede la mano di Carolina invece della mano di Elisetta. La rabbia di Elisetta e le dichiarazioni amorose di Fidalma a Paolino complicano ancor più la faccenda, quindi i due decidono di fuggire. Però la fuga non riesce, giacché tutto è scoperto, ma per fortuna tutto si sistema nell’immancabile lieto fine.
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“Il Matrimonio segreto” costituisce il capolavoro più celebrato di Domenico Cimarosa, scritto a Vienna alla corte di Lepoldo II, dal quale il musicista italiano era stato da poco nominato, con grandi onori, Maestro di cappella di corte. Il libretto è opera di Giovanni Bertati, anch’egli poeta presso la corte d’Austria. Il lavoro riscosse immediatamente un tale successo da dover essere ripetuto seduta stante, la sera della prima. Un fatto mai più accaduto nella storia del teatro.
Salvatore Pizzo
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