Nell’attesa che i responsabili del principale partito della coalizione di governo, dimostrino di essere tali e governare su tutto il territorio nazionale, senza lasciare il campo libero a qualche burocrate che crede di sostituirsi al Parlamento, va registrato che sono cinque i parlamentari del Pd che hanno presentato un’interrogazione per chiedere spiegazioni sulla volontà del Ministero dell’Economia (che la loro stessa parte politica controlla) di sottoporre a schedatura le opinioni sindacali dei dipendenti statali emiliani, con il ricatto che se ciò non avviene. le adesioni e le cancellazioni dai sindacati, non vengono ratificate sui cedolini stipendiali degli interessati. Sono 60 giorni che a Parma i diritti sindacali sono stati sospesi. Alla Camera l’interrogazione è stata presentata dall’on. Patrizia Maestri, al Senato, da: Pagliari, Gatti, Pezzopane e Puppato. Intanto i vertici del Pd nulla fanno per intervenire concretamente. Ecco il testo:
PAGLIARI, GATTI, PEZZOPANE, PUPPATO – Ai Ministri dell’istruzione, dell’università e della ricerca e dell’economia e delle finanze – Premesso che:
con nota prot. n. 1016 del 15 gennaio 2014, la Ragioneria territoriale dello Stato del Ministero dell’economia e delle finanze, sede di Parma, ha disposto nuove modalità operative per le variazioni stipendiali relative a iscrizioni e revoche sindacali;
la nota precisa che si riterranno regolari solamente le deleghe sindacali sottoscritte in originale e trasmesse, a cura degli uffici di appartenenza, con note a firma del dirigente, ovvero le deleghe trasmesse dalle organizzazioni sindacali solo se corredate da nota sottoscritta dal dirigente dell’ufficio di servizio;
le organizzazioni sindacali ritengono che la nuova procedura di iscrizione e revoca, a quanto risulta adottata solo nella città di Parma, sia lesiva della dovuta riservatezza che la legge riconosce ai lavoratori che aderiscono ad un’organizzazione sindacale ed in particolare ritengono che la nota sia in palese contrasto con lo statuto dei lavoratori e con il codice di comportamento dei dipendenti pubblici di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 62 del 2013, che, all’articolo 5, comma 1, recita: «il dipendente comunica tempestivamente al responsabile di appartenenza la propria adesione ad associazioni od organizzazioni. Il presente comma non si applica all’adesione a partiti politici o a sindacati». Le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil hanno avanzato alla direttrice della Ragioneria territoriale di Parma una richiesta di incontro finalizzata a chiedere la revoca della nota che definisce una procedura aggravata e ridondante rispetto alle modalità operative previgenti;
alcuni lavoratori hanno inoltre rappresentato come, nell’incertezza applicativa della nota, alcuni dirigenti non avrebbero avviato le comunicazioni circa le variazioni stipendiali relative a iscrizioni e revoche sindacali, arrecando pregiudizio tanto alle organizzazioni sindacali;
in appositi incontri, chiesti da Cgil, Cisl Uil, Snals e Gilda, sono stati informati anche direttore scolastico provinciale e Prefetto, e lo stato di disagio è stato messo a verbale anche durante la contrattazione decentrata delle seguenti scuole: convitto “Maria Luigia”, istituto comprensivo “Collecchio”, istituto “Melloni”, istituto tecnico-agrario statale “Bocchialini-Galilei” e liceo “Bertolucci”,
si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della circolare prot. n. 1016 della Ragioneria territoriale dello Stato di Parma e se la ritengano conforme alla normativa vigente.
(4-01776)
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