Durante l’udienza del processo scaturito dall’inchiesta “Il principe e la scheda ballerina”, che vede imputato l’ex sottosegretario Nicola Cosentino per reimpiego di capitali illeciti con l’aggravante mafiosa in relazione alla costruzione di un centro commerciale mai edificato, il collaboratore di giustizia Roberto Vargas ha dichiarato: “Cosentino, tra il ’93 e il ’94 si incontrava con il boss Francesco Schiavone detto Sandokan per parlare di appalti e aveva chiuso la tangente della centrale termoelettrica di Sparanise per conto del clan per circa 15-20 mila euro”.
Vargas rispondendo alle domande del pm Fabrizio Vanorio, asserisce ancora: “Cosentino si incontrava con Schiavone nel retrobottega del negozio di scarpe di Vincenzo Cantiello (parente del boss Salvatore Cantiello, ndr.) e parlavano di appalti e politica. Ero lo stesso Cantiello che me lo disse nel 2003”. Specifica inoltre: “Cosentino, così come diceva Nicola Schiavone (figlio di Sandokan, ndr.) era sempre a loro disposizione”.