Nel nostro territorio ci sono anche esempi luminosi da seguire, non tutti chinano la testa, un esempio emblematico di è stato il sindacalista Federico Del Prete, nativo di Frattamaggiore, fu ucciso perché denunciò estorsioni al mercato di Mondragone da parte di esponenti di spicco del clan La Torre, facendosi promotore di manifestazioni antiracket, fu arrestato anche un vigile urbano
esattore per conto del clan. Nel 2009 Antonio Corvino, reo confesso dell’omicidio, è stato condannato a quattordici anni di reclusione. A Del Prete sono intestate diverse strade in molti comuni della Campania. Nel mese di ottobre 2009 su un terreno confiscato al boss “Cicciariello” a Santa Maria la Fossa è stata inaugurata un’area mercato a suo nome, grazie anche alla collaborazione del consorzio Agrorinasce. Purtroppo nei giorni scorsi il suo nome è stato associato ad un’altra brutta notizia, un figlio di 33 anni è stato arrestato dopo una rapina commessa ad Aversa. Un giovane che sbaglia non perché è passato dalla parte avversa a quella dello Stato, dopo la morte del padre la sua vita è cambiata portandolo a commettere atti che forse sono l’effetto devastante di quella spedizione di morte ordinata dai boss. Ieri ci ha scritto Gennaro del Prete, un altro figlio di Federico, dispiaciuto per l’accostamento che la stampa ha fatto, quello tra il martirio del padre e la rapina di cui è accusato il fratello. Scrive Gennaro del Prete: Certo i fatti di cronaca parlano chiaro ed è anche certo che il problema è della famiglia. volevo semplicemente dire che noi ci dissociamo dall’accaduto, che mio fratello a causa della droga commette reati, ma bisogna anche dire che la morte di nostro padre lo ha terribilmente colpito inficiando ulteriormente la sua gia debole personalità” – poi riferendosi ad uno scambio di mail avuto con la nostra redazione, continua – “Non era mia intenzione accusare di speculazione il giornale, ma semplicemente evitare di apostrafare. La ringrazio oltremodo per aver aggiunto l’appunto”. Infatti, noi avevamo manifestato la disponibilità ad ospitare anche un suo intervento in merito alla vicenda, ma egli stesso ha preferito che pubblicassimo quanto riferito nel colloquio telematico, e conclude: “Sono una persona seria, assistente sociale esperto in criminologia e le assicuro che in molte famiglie perbene, ci sono pecore nere, che a volte attirano nel loro turbine dolore e rabbia. spero di essere stato chiaro. Cordiali saluti”.