I lavoratori dell’ippica italiana dal primo gennaio hanno sospeso qualsiasi attività ed hanno occupato la sede dell’ente che li gestisce l’Assi, ex Unire. Tra loro una numerosa delegazione partita dall’Ippodromo “Cirigliano” di Aversa. I manifestanti hanno interrotto di forza le trasmissioni di Unire Tv, che in assenza delle corse italiane trasmette quelle straniere, polarizzando a costo l’attenzione degli scommettitori su quelle.
La situazione è comunque in una fase di stallo, il 12 gennaio si uniranno le categorie ippiche di tutta Italia. L’ippica è un settore che dà lavoro a 50mila persone e impegna 15 mila cavalli. La crisi è iniziata da quando il totalizzatore delle scommesse è stato scorporato dal suo ente di riferimento, passando ai Monopoli di Stato (AAMS e SOGEI), e con l’avvento delle altre tipologie di scommesse e lotterie, che hanno schiacciato il settore facendo venire meno gli introiti che servono a mantenere impianti, ad erogare i premi delle corse e quindi ad alimentare il circuito che parte dagli allevamenti e finisce negli ippodromi intorno ai quali ruota un considerevole indotto.