“E’ stato finalmente convertito in legge il D.L. 52/2014 sul superamento degli OPG, ora bisogna chiuderli necessariamente entro il 31 marzo 2015 così come ha chiesto autorevolmente anche il Presidente Napolitano. I programmi regionali dovranno a breve dimostrare il rispetto dei crono programmi, per accompagnare la chiusura degli OPG campani. Altrimenti scatterà inderogabilmente il commissariamento da parte del Governo”.
Lo ha dichiarato Nicola Caputo (neo parlamentare europeo) Consigliere regionale del Pd e Presidente della Commissione Trasparenza nel corso della sua visita all’OPG di Napoli. L’OPG di Napoli, rappresenta una nuova tappa, dopo la pausa elettorale, del percorso di indagine sui livelli di assistenza sanitaria erogati negli istituti penitenziari della Regione Campania. Alla visita hanno preso parte la consigliera regionale del Pd e segretaria della Commissione Giulia Abbate, il dott. Lorenzo Acampora, Direttore della UOC Tutela della Salute negli Istituti Penitenziari delegato dalla Direzione Generale Asl Na1C e il dott. Michele Pennino responsabile sanitario dell’Opg di Napoli.
“L’Opg di Napoli ospita circa 100 pazienti – spiega Caputo – un numero superiore a quello previsto. Rspetto ad altri Istituti di detenzione presenta una situazione meno complessa anche in virtù del suo status di Ospedale Giudiziario. Sono presenti 4 medici incaricati (ex L.740/70), 5 medici di continuità assistenziale presenti h24, 4 psichiatri, 26 infermieri e 14 unità di personale Osa”.
“I livelli assistenziali offerti appaiono essere sufficienti, anche sul versante delle visite specialistiche, così come riferito pure da alcuni ristretti intervistati. Tuttavia; – continua Caputo – permangono le notevoli difficoltà legate al contesto logistico nel quale sono ospitati i pazienti”.
“L’Opg di Napoli è comunque una struttura carceraria riadattata che in passato veniva utilizzata dall’Amministrazione penitenziaria per i detenuti tossicodipendenti; non presenta sufficienti spazi per la socializzazione e poco si adatta alla peculiarità del disagio psichico vissuto dai pazienti che invece, avrebbero bisogno di strutture in grado di favorire il recupero sociale di chi è sottoposto a misure restrittive”.
“L’attuale normativa nazionale, recentemente approvata prevede l’istituzione di un reparto di osservazione psichiatrica all’interno degli istituti di detenzione; nella città di Napoli il suddetto reparto – annuncia Caputo – sorgerà all’interno del CP di Secondigliano e dovrebbe essere operativo già nei prossimi mesi”.
“Permangono invece, forti perplessità sulla creazione delle Rems (Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza) per le quali la Regione Campania non sembra avere le idee chiare. Rispetto alle 8 previste da un primo programma regionale concertato con l’Arsan, (una per ogni azienda), ed in parte già finanziate, il numero sembra apparire sovradimensionato rispetto alle reali esigenze della regione”.
“Non vorrei – spiega Caputo – che queste nuove strutture sanitarie rappresentassero delle “cattedrali nel deserto”: chiederò al Commissario per il Piano di Rientro della Sanità, Stefano Caldoro di dare spiegazioni sulle scelte operate dai DG delle aziende sanitarie campane e sui criteri adottati per l’individuazione delle strutture che dovranno ospitare i pazienti provenienti dagli Opg”.
“Non è più tollerabile – conclude Caputo – tenere rinchiuse persone che hanno abbondantemente espiato la loro pena, ben oltre i limiti fissati dalla magistratura; i casi di cosiddetti “ergastoli bianchi” pesano sulla coscienza di tutti noi e bene ha fatto il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a stigmatizzare la nuova, e ci auguriamo ultima, proroga concessa per la definitiva chiusura degli Opg”.
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