Prosegue la marcia di avvicinamento dei Verdinian-Cosentininani verso il Pd. I bene informati danno per certo Lucio Barani,ancor oggi craxiano di ferro, capogruppo al Senato del costituendo gruppo Azione Liberalpopolare e la cosentiniana Eva Longo probabilmente la vice. Il fatto che Barani sia toscano, corregionale di Renzi, come Verdini cnferma che il cosiddetto “giglio magico” sta crescendo, la Longo polarizzerà tutte le simpatie dei Cosentino’s nel Mezzeggiono, che alle regionali campane hanno dato una grossa mano a De Luca.
Alleanze e sinergie di mondi politici che fino a ieri sembravano inimmaginabili, eppure tacciono i militanti del Pd, che ancor oggi vendono salamelle alle Feste dell’Unità, da domani dovranno considerarsi alleati dei Cosentiniani e dei Verdiniani non solo il Parlamento ma anche nella realtà quotidiana di ciascun territorio, è possibile che queste persone siano così incoerenti e supine ai loro capi? Chissà
Il matrimonio che si sta consumando non è tutto rosa e fiori per i verdinian – cosentiniani, il loro leader Denis Verdini è stato rinviato a giudizio a Firenze, nell’ambito di un procedimento penale in cui viene ipotizzata la bancarotta fraudolenta. Inoltre, quasi contemporaneamente, dopo il divorzio da Berlusconi e quindi da Forza Italia il deputato amico di Matteo Renzi si è accorto di non avere i numeri sufficienti, per adesso, per formare gruppi autonomi alla Camera ed al Senato che dovrebbero essere alleati del Pd.
Le indagini fiorentine riguardano il fallimento di due ditte appartenenti alla famiglia Arnone: una aveva un debito di 4 milioni di euro con il Credito Cooperativo fiorentino di cui Verdini è stato presidente, l’altra, secondo le accuse della Procura di Firenze, avrebbe ottenuto dei lavori dalla banca guidata da Verdini, ma secondo le accuse li avrebbe poi fittiziamente ‘subappaltati’ alla prima per permetterle di saldare parte del debito.
Verdini prima del suo addio da Forza Italia è stato ricevuto da Berlusconi a palazzo Grazioli, all’incontro c’erano anche Fedele Confalonieri, Gianni Letta e Niccolò Ghedini, ma le posizioni sono rimaste molto distanti.
Salvatore Pizzo
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