La morte di una persona perbene anni membro della Commissione Economica della Unione Europea, collaboratore di Altiero Spinelli per il Trattato sull’Unione. Nel 1982 propose la costituzione di una moneta unica dell’Europa per fronteggiare meglio i rischi che ogni Stato membro correva con l’inflazione alta, con la speculazione sulle monete, contrastando in questo modo lo strapotere del
dollaro. La sua proposta fu assunta nel 1989 da Delors e divenne realtà nel 2001. Promotore della Banca Centrale Europea, ne fu vice direttore, così come fu collaboratore stretto di Carlo Azeglio Ciampi alla Banca d’Italia. Presidente della Consob, fu tecnico di primo ordine nel mondo della finanza internazionale, ricevendo molti riconoscimenti per le sue attività, per i suoi saggi e per il suo impegno europeista. Era il Presidente in carica del Movimento federalista Europeo fondato da Spinelli. Tra il maggio del 2006 ed il maggio del 2008 è stato ministro dell’Economia e del Bilancio nel secondo governo Prodi. Sostituì Tremonti, che nei cinque anni precedenti aveva gestito lo stesso Dicastero lasciandogli in eredità una situazione di grave disordine amministrativo contraddistinta da un forte indebitamento. In soli due anni Padoa Schioppa, con la sua attenta politica di rigore e di sviluppo, permise il rientro del debito pubblico, il rispetto dei parametri di Maastricht, l’abbattimento dell’evasione fiscale e la creazione di un ”tesoretto”, ricavato dal surplus delle entrate finanziarie di 8 miliardi di euro. Tremonti che lo ha sostituito di nuovo, in soli due anni ha riportato il debito pubblico a cifre mai raggiunte, 1845 miliardi di euro. Questo aumento ha avuto come conseguenza che il tetto dei parametri di Maastricht è stato sfondato di oltre tre punti, mentre il apporto tra il debito ed il PIL ha raggiunto il 120%. Una situazione che pone l’Italia tra i paesi più a rischio della zona Euro. Più volte attaccato da Tremonti che non gli ha risparmiato offese ed ironia, Padoa Schioppa, da quel gran signore che era non è mai caduto nelle provocazioni e non ha mai accettato la bagarre dialettica, tanto cara a Tremonti. Quello che fa di Tommaso Padoa Schioppa una figura d’eccellenza del nostro paese è il suo alto senso di responsabilità nei confronti dello Stato, inteso come insieme di cittadini liberi e consapevoli dei loro diritti. Con lui se ne va un grande tecnico, una persona per bene, un uomo onesto e generoso. Lo rimpiangeremo per la sua sincerità e per la sua competenza. In questo periodo di cialtroni e falsi competenti, Tommaso Padoa Schioppa ci mancherà molto.

Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco