I politicanti aversani non si sono ancora ficcati in testa che rendere appetibile turisticamente la città ed il suo comprensorio, significa dare vita ad un circuito economico, che è di gran lunga superiore a tutta la follia quartinara che li ha portati a stravolgere il nostro territorio. Sono seduti su una miniera doro, ma l’ignoranza che avvolge il loro ambiente non li rende coscienti della realtà, lo stesso vale per quello stuolo di questuanti che ogni giorno chiede a questi individui qualcosa per sbarcare il lunario, il riferimento è a quegli straccioni in giacca e cravatta, spesso con un titolo di studio in tasca, che per sentirsi gratificati chiedono cosette per sentirsi “visibili politicamente”.
Questo basta a sconfiggere il loro complesso di inferiorità ed a farli sentire appagati, roba da studio psicologico. Intanto il territorio viene continuamente stuprato dalla miopia di un’imprenditoria cafona, che non sapendo vedere oltre il proprio naso va a braccetto con queste torme di politicanti sfortunati. E’ questa la brodaglia nel quale maturano situazioni che gridano vendetta, una città che sta per arrivare al millenario del sua fondazione, che non ha un nemmeno cartellone di spettacoli estivi. Credono che gli spettacoli siano un vezzo, non si rendono conto che gli appuntamenti culturali altrove portano turisti, che attirati nelle città spendono nei negozi, vanno nei bar, mangiano nei ristoranti, acquistano i prodotti tipici, dormono negli alberghi. Il politicante aversano medio, crede che organizzare uno spettacolo sia una cosa tanto per passare un po’ di tempo, rallegrare qualche serata a qualche amico che lo chiede, una robetta in più magari per tirar su qualche voto clientelare. La risposta alla mancata rassegna estiva è che non ci sono soldi, ma è la loro stessa mentalità a rifiutare la ricchezza. Rispondano in quale modo attraggono i turisti ad Aversa per visitare i nostri gioielli artistici, per promuovere la nostra enogastronomia, in che maniera rendono fruibile il nostro patrimonio culturale. Non fanno nulla: una politica stracciona che ci rende straccioni.
Salvatore Pizzo
Salvatore Pizzo