manicomio civileLa recente “provocazione” del direttore dell’Asl di Caserta, almeno così è stata definita dopo l’ondata di sdegno che ha suscitato nell’Aversano, di mettere in vendita l’antico complesso della Maddalena, ripropone l’inadeguatezza dei cervelli che hanno gestito  nel corso degli anni il nostro territorio. Gente da sempre appiattita sulla convinzione che Aversa fosse realmente una città del casertano, cosa che è vera solo sulla carta perché imposta in nome di una legge umiliante.

Quando ad Aversa esisteva l’Asl Caserta 2, da queste colonne proponemmo che essa modificasse la sua denominazione in “Asl di Aversa”, perché il nostro territorio non ha alcunchè di secondo rispetto a Caserta. Quando venne soppressa in favore dell’esistenza di un Asl di Caserta, senza tenere conto che non siamo casertani e mai lo saremo, i politicanti nostrani furono favorevoli. Purtroppo lì finisce il loro ridotto orizzonte. Non si rendono mica conto che nel nostro territorio esistono tre ospedali pubblici che potrebbero fare sistema: Aversa, Giugliano e Frattamaggiore. Se da un lato la “provocazione” dell’attuale direttore dell’Asl casertana ripropone un’altra drammatica piaga, quella dell’incapacità dei maggiorenti nostrani di preservare, valorizzare e far fruttare il nostro patrimonio, dall’altro lato ci ricorda che la “casertanizzazione” di Aversa è ben lontana dall’essersi estinta. Proprio l’attuale Asl di Caserta appena si costituì, mandò un camion nel complesso della Maddalena prelevando di peso gli antichissimi arredi della Real Casa dell’Annunziata per portarli in quella località. Anzichè provocare, da Caserta inizino a restituire il maltolto.

Immagine tratta dalla “Civica Raccolta Pizzo”. Cartolina viaggiata ritraente l’ospedale psichiatrico S. Maria Maddalena

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