Dopo il patteggiamento a 4 anni di reclusione di uno dei principali indagati in un’inchiesta relativa a titoli di studio, che secondo la magistratura sarebbero stati acquisiti in maniera palesemente illegale nel Parmense, il gruppo Maestre e Maestri Autoconvocati di Parma e Provincia auspica che gli uffici centrali e periferici del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca Scientifica (Miur), si attivino sollecitando l’Avvocatura dello Stato a patrocinare nelle opportune sedi legali l’immagine del Ministero stesso, che essendo l’istituzione che formalmente sovraintende al rilascio dei titoli di studio sul territorio nazionale, è di fatto una parte offesa nel procedimento penale che in queste ore ha avuto pesanti e gravi sviluppi. Commenta il gruppo di docenti:
“L’Avvocatura dello Stato, quando si tratta di faccende scolastiche, viene coinvolta unicamente per opporsi ad insegnanti ed altri operatori scolastici, specie i precari, che per difendersi da certi sadismi burocratici sono costretti a rivolgersi al giudice per vedersi riconosciuti i propri diritti, è opportuno che venga usata anche per altro visto che la pagano i cittadini”.
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(Occhio su Parma) Numerosi cittadini campani consumatori dei prodotti dell’industria parmense, interessati alla realtà di Parma, ci hanno chiesto di fornire un’informazione minima inerente anche la città e la provincia ducale, noi ci proviamo specificando che non abbiamo preclusione di dialogo nei confronti di alcuno. Siamo ben consapevoli che tantissimi sono i nostri conterranei che sono elettori a Parma e provincia, altri pur non vivendo nel Parmense sono clienti delle aziende che producono nel territorio ducale, questi fattori saranno la stella polare della nostra sinergia. Consapevoli che la nostra area territoriale di riferimento “Aversa – Giugliano” è tra le più densamente popolate d’Europa, se non del mondo, che interessa molto a chi opera nei vasti mercati