Dopo Giugliano e Casal di Principe, è la volta di Mondragone, ancora una volta i nostri comuni vengono scelti per rappresentare esclusivamente il malaffare. Ma l’amministrazione comunale ieri ha negato l’autorizzazione a girare in città le scene de «La casalese», titolo ancora incerto di una pellicola legata all’interminabile e redditizio filone del clan omonimo.

Il rifiuto da parte dei cittadini dei diversi centri ormai è netto. I residenti respingono con disgusto di essere associati continuamente alla malavita, qui dove di “buonavita”, nonostante i tanti problemi, ce n’è tanta. I casalesi così come i giuglianesi e i mondragonesi onesti, che la mattina vanno a lavorare per guadarsi da vivere, e che da anni cercano di  combattere la criminalità organizzata, troppo spesso nel disinteresse dello Stato, sono stanchi di sentire il proprio nome e di vedere le proprie città associate esclusivamente alla camorra. La redditizia camorra che invece di essere isolata, viene prescelta continuamente come eccitante storia da presentare al pubblico di tutto il mondo. Un pubblico che per essere meglio adulato ha visto spesso in scena veri e propri criminali anziché  attori, ed una criminalità che invece di essere osteggiata e denigrata, è finita in alcuni casi per rappresentare se stessa nel più reale spettacolo del cattivo gusto e dell’ipocrisia.

 Ester Pizzo

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