(Occhio su Parma) La nuova sede dell’Istituto Agrario Bocchialini che sorgerà al posto di un frutteto con 700 tipi di piante rare! Un’altra notizia assurda e scioccante che ci lascia sconcertati. L’Istituto Tecnico Agario Bocchialini è una moderna struttura all’avanguardia inaugurata solo nel 1988, quasi una neonata se la paragoniamo alla maggior parte degli edifici scolastici di città e provincia che sono stati costruiti fra il 1921 e il 1970 e persino prima.

Nonostante ciò, la si vuole trasferire fuori città, con aggravio anche del traffico e della circolazione degli studenti, distruggendo un’altra parte di suolo che fino ad ora era stato preservato con piante rare. E tutto questo a favore di chi e che cosa? Del potente di turno che userà questa azione per farsi bello in campagna elettorale? Ci è stato detto che è necessario un aumento di classi per far fronte all’incremento della popolazione studentesca. A parte il fatto che tale aumento è previsto nella percentuale massima del 1,4% (nell’ipotesi più al rialzo, mentre l’ipotesi minore stima un + 0,5%), tale incremento è previsto solo per il prossimo quinquennio, mentre a partire dal 2015 le previsioni parlano di un assestamento se non di un calo della popolazione studentesca. Rimane inoltre il fatto che in alcuni istituti si registra una diminuzione delle iscrizioni (es. Liceo Classico Romagnosi) e quindi alcune classi si potrebbero già recuperare con una massimizzazione dell’esistente. Ci sono poi sul territorio cittadino molti edifici non utilizzati e dismessi che potrebbero ugualmente soddisfare le richieste di aumento del numero di classi richieste, fatti gli opportuni lavori di recupero e messa a norma. Lavori che sicuramente non sarebbero di tale importanza economica come quelli necessari per la costruzione di un nuovo istituto. La stima fatta al momento è infatti di 6 milioni di euro, di cui solo 4 sono disponibili, mentre gli altri andrebbero recuperati. E’ incredibile pensare che si impegni tale quantità di denaro pubblico per la costruzione di una scuola “doppione” quando invece non si hanno i soldi per ristrutturare e adeguare gli edifici già esistenti in cui i nostri figli passano la metà delle loro giornate. Da una ricerca fatta dal Movimento 5 Stelle in Regione ER, risulta che solo il 18%degli istituti scolastici è a norma per quanto riguarda l’antisismica, mentre ben l’82% non è a norma. In particolare a Parma e Provincia ci sono ben 33 edifici costruiti fra il 1946 e il 1960 che quindi non hanno alcuna classificazione anti sismica.

Allora perché la Provincia di Parma, con il suo Presidente Bernazzoli, continua nella sua opera di distruzione del territorio e delle sue eccellenze con nuove costruzioni così impattanti, nonostante i proclami roboanti di voler mettere uno stop al consumo del suolo?

Il Movimento 5 Stelle propone poche ma semplici soluzioni: prima di tutto un censimento delle scuole esistenti, di quelle in costruzione e degli edifici vuoti che potrebbero essere recuperati come sedi scolastiche. La messa a norma di tali edifici e di quelli già impiegati per uso scolastico e la preservazione di un patrimonio importante di bio diversità come quello dell’Azienda Stuard. Azioni concrete, non parole solo per la campagna elettorale!

————————–

Occhio su Parma

http://www.facebook.com/pages/Occhio-Su-Parma/202451576519330

Numerosi cittadini campani consumatori dei prodotti dell’industria parmense, interessati alla realtà di Parma, ci hanno chiesto di fornire un’informazione minima inerente anche la città e la provincia ducale, noi ci proviamo specificando che non abbiamo preclusione di dialogo nei confronti di alcuno. Siamo ben consapevoli che tantissimi sono i nostri conterranei che sono elettori a Parma e provincia, altri pur non vivendo nel Parmense sono clienti delle aziende che producono nel territorio ducale, questi fattori saranno la stella polare della nostra sinergia. Consapevoli che la nostra area territoriale di riferimento “Aversa – Giugliano” è tra le più densamente popolate d’Europa, se non del mondo, che interessa molto a chi opera nei vasti mercati

Di red