Aung San Suu Kyi

Il partito di Aung San Suu Kyi, cittadina onoraria aversana, ha raccolto tre milioni di firme per una petizione popolare finalizzata alla richiesta di modifica della Costituzione. Lo scopo è quello di permettere al premio Nobel per la Pace di diventare eleggibile in vista del voto presidenziale del prossimo anno. Ad annunciarlo  la “Lega nazionale per la democrazia» (Nld), il movimento guidato dall’icona della dissidenza. Attraverso l’iniziativa partita a maggio, si cerca di fare pressione sulle forze armate e il governo semi-civile subentrato alla giunta per intervenire sull’articolo 59(f) della Carta imposta dai militari nel 2008.

La norma che impedisce la presidenza a chiunque sia sposato con uno straniero o abbia figli non birmani, rappresenta proprio il caso di Suu Kyi, vedova di un britannico e madre di due figli che hanno mantenuto la nazionalità del padre. Nyan Win, portavoce dell’Nld, ha affermato di avere fiducia che la situazione possa cambiare e che l’articolo sarà modificato prima del termine dell’attuale sessione del Parlamento, previsto per fine luglio. Tanti gli analisti che, però hanno fatto notare che il clima politico non appare ancora maturo per una Suu Kyi presidente. I più restii sono principalmente le influenti forze armate, che occupano il 25 per cento dei seggi in Parlamento e godono quindi di un effettivo potere di veto su cambiamenti della Costituzione. Se le elezioni fossero libere e regolari, è opinione comune che l’Nld sarebbe il grande favorito. In un voto suppletivo del 2012, il partito conquistò 43 seggi su 44 a livello nazionale.

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