Scappiamo dalla Camorra per cercare un futuro migliore per noi e per i nostri figli, portando nel nostro cuore quella che un tempo era la Campania Felix, che per il solo fatto di essere la nostra terra natia talvolta, ahinoi, ci porta ad essere degli infelici. Il Clan dei Casalesi purtroppo continua a perseguitarci anche quando ci stabiliamo altrove, gli inquirenti lo chiamano “diritto di seguito”. E’ emblematica la vicenda di un imprenditore edile originario di Casapesenna, lo stesso paese del superboss Michele Zagaria.
Il malcapitato si è trasferito a Modena, dove secondo gli inquirenti sarebbe stato costretto a rinunciare alla riscossione di un credito e a cedere un appartamento. L’episodio è stato accertato in un’indagine il cui inizio risale al maggio 2007, quando la vittima denunciò alla squadra mobile di Modena un tentativo di estorsione. L’uomo ha riferito che quando è tornato a Casapesenna è stato schiaffeggiato in pubblico, ma ha avuto il coraggio di fare nomi e cognomi. Ha raccontato che è stato anche minacciato con un coltello, stando a quanto si è saputo: aveva affidato un subappalto ad un altro imprenditore, il quale non aveva rispettato il contratto e per garanzia aveva offerto l’appartamento intestato alla moglie firmando davanti a un notaio, ma quest’ultimo ha chiesto aiuto al clan.