Roberto Battaglia nel 2008 fece arrestare cinque esponenti del clan dei Casalesi con la propria denuncia. Il Commissariato nazionale anti racket erogò un mutuo di 600mila euro per aiutarlo a rimettere in piedi la sua azienda, ma quel mutuo non è ancora stato erogato. E ora l’imprenditore rischia che tutta la sua azienda venga messa all’asta. Per questo si è incatentato davanti alla prefertura di Caserta iniziando uno sciopero della fame per chiedere chiedere una giustizia certa per una persona che ha collaborato con uno stato. Un caso simile a quello dell’imprenditore Davide Imberbe, che si è rifiutato di pagare il pizzo e ha fatto arrestare i suoi estorsori. Imberbe si dice deluso e spaventato e chiede che lo stato mantenga ora le promesse fatte nel momento della denuncia. E come lui, dice l’imprenditore, tanti suoi colleghi si sentono delusi e abbandonati dallo stato.