All’avvio dell’anno scolastico non potranno ritornare al lavoro oltre 42mila persone tra docenti e non docenti, che la politica italiana ha espulso dalle scuole in nome del risparmio. Per lenire il disagio sociale di questi professionisti che dopo anni di lavoro rischiano di finire sul lastrico, e per venire incontro alle esigenze delle scuole, due regioni hanno sottoscritto accordi con il Ministero della Pubblica Istruzione mettendo in campo risorse regionali.
Per adesso solo due regioni, la Sicilia e la Sardegna, si sono fatte carico del problema, le altre nicchiano eppure i loro politicanti, così come quelli nazionali, non perdono occasione per mettersi in mostra quando si parla di scuola. La Regione Sardegna si è accordata con il Ministero facendo in modo che tutti i docenti ed i tecnici amministrativi, ai quali quest’anno non verrà rinnovato il contratto vengano impiegati in progetti contro la dispersione scolastica, corrispondendo loro lo stesso stipendio previsto dal contratto nazionale ed il punteggio previsto per l’anno di servizio. Una medesima iniziativa è stata sottoscritta dalla Sicilia, riguarda circa 1800 insegnanti, in questo caso i docenti saranno impegnati per lo più sul sostegno agli allievi diversamente abili.