Il Consorzio Agrorinasce sta per avviare il recupero dei vari terreni confiscati al Clan dei Casalesi, tutti localizzati nei pressi del fiume Volturno, in zone ad alta densità agricola: due terreni confiscati a Schiavone Saverio Paolo per un totale di circa 9.000 mq; un terreno confiscato a Bidognetti Aniello per un totale di circa 6.500 mq; sette terreni confiscati a Mirra Guglielmo per un totale di circa 30.000 mq; ventidue terreni confiscati a Francesco Schiavone, ‘Cicciariello’ per un totale di circa 120.000 mq e due masserie in località Abate e località Mandroni.
Un piano atteso da tempo dopo la decisione dell’allora Commissario per l’emergenza dei rifiuti di localizzare il sito provvisorio di stoccaggio dei rifiuti nell’area di Ferrandelle, confiscata a Francesco Schiavone, Sandokan, dove Agrorinasce stava realizzando una Fattoria Didattica. ‘Dopo la mancata realizzazione della Fattoria dei prodotti tipici – dichiara Giovanni Allucci, Amministratore Delegato di Agrorinasce – avevamo un impegno da onorare’. I terreni agricoli confiscati alla camorra hanno la destinazione di Centro di avviamento al lavoro agricolo di persone svantaggiate, come per altri terreni agricoli confiscati alla camorra. Quest’anno Agrorinasce, infatti, ha assegnato la gestione di due terreni agricoli confiscati a Casal di Principe a Sebastiano Ferraro per un totale di circa 10.000 mq alla cooperativa sociale Eureka, fondando il Centro di Agricoltura sociale ‘Antonio Di Bona’, agricoltore vittima innocente della camorra. In sei mesi di attività e con il lavoro di utenti affetti da disagio mentale, la cooperativa sociale Eureka ha realizzato due prodotti messi in commercio con il marchio ‘Terra Nostra’, una confettura di pesche e un barattolo di broccoli sott’olio. L’idea è di continuare nella stessa strada, come afferma il Presidente di Agrorinasce Immacolata Fedele: ‘La società Agrorinasce intende avviare nei prossimi giorni un bando pubblico per l’assegnazione della gestione di tali terreni agricoli rivolto ad associazioni e cooperative sociali così come prevede la legge 109/96. Ci auguriamo che altri soggetti sociali partecipino e creino strutture come quelle di Casal di Principe.’

Di red