Il parlamentare Mario Landolfi è stato rinviato a giudizio con le accuse di concorso in corruzione e truffa, aggravate dal fatto che secondo il Pm avrebbe agito per favorire il Clan dei Casalesi. A deciderlo è stato il gup Alessandra Ferrigno, che ha accolto la richiesta del pm Alessandro Milita secondo il quale un consigliere comunale di Mondragone sarebbe stato sollecitato da Landolfi a dimettersi. Le
dimissioni dell’assessore sarebbero state ”ricompensate” con un contratto di lavoro di tre mesi per la moglie. Landolfi: ”Si tratta di una vicenda farsesca contro di me, non c’è una sola prova, avrei potuto avvalermi delle mie prerogative e, come era orientamento della Camera, non acconsentire all’uso delle intercettazioni”, invece le ha messe su Facebook.