Giulio Campaniello, di San Marcellino, ha lanciato il suo appello anche attraverso "Chi l’ha Visto?": nato l’8 maggio1956 a Sabaudia (Latina) nell’ex clinica Villa Fiorita è sposato e padre di tre figli, ma non ha mai conosciuto la madre che lo partorì all’età di 15 anni. Purtroppo non è riuscito a rintracciarla, è arrivato a ritrovare l’ostetrica, Lora Clelia e l’ufficiale dello stato civile del comune di
Sabaudia, Marino Frullani che gli diede il cognome, che inizialmente fu quello di Porticelli, il nome Giulio fu volontà della partoriente. Dopo la registrazione fu mandato all’istituto I.P.A.I (Istituto Provinciale Assistenza Infanzia ) di Sabaudia, i documenti inerenti la nascita furono consegnati nelle mani della Madre Superiora suor Teresa del Bambino Gesù., fu battezzato nella chiesa della Santissima Annunziata di Sabaudia dal sacerdote Gaetano Magello, la madrina, nonché nutrice fu Rosa Noce. Rimase nell’istituto fino al settembre 1959, quando fu adottato dalla famiglia Campanello, di San Marcellino. Il signor Giulio dopo aver fatto ricerche ha saputo che la madre prima di abbandonarlo gli mi mise al collo un medaglione del quale non ha trovato alcuna traccia, in più lasciò un libretto di risparmio con la somma di lire cinquemila, da dare alla famiglia adottiva. Racconta lui stesso: “Un episodio mi è rimasto impresso, all’età di nove dieci anni, mentre giocavo nel cortile di casa arrivò una macchina grande e nera, con un autista, due donne anziane molto eleganti e un signore molto distinto che chiesero a mia madre adottiva come stavo, poi scomparirono. Ho 54 anni, vivo con un tormento che mi porto dentro, vorrei tanto conoscere la donna che mi ha messo al mondo, vedere che aspetto ha, sapere se ha una famiglia, se ha avuto altri figli, se in tutti questi anni ha mai pensato a me. Solo così potrei riuscire a placare quel vuoto che ho nel cuore. Naturalmente se lei lo vuole! Io non ho intenzione di sconvolgere la sua vita”.

Di red