Sono trascorsi 55 giorni dalla sospensione dei diritti sindacali per i dipendenti statali di una parte del territorio italiano, quelli che lavorano in Provincia di Parma, un fatto che non ha precedenti almeno dal dopoguerra ad oggi. Il Ministero dell’Economia per il tramite della Ragioneria Territoriale dello Stato ha dato disposizione, che nel parmense chiunque voglia cancellarsi o iscriversi ad un sindacato, dal 15 gennaio in poi, deve farsi controfirmare la relativa modulistica dal capo dell’ufficio in cui lavora.
I rappresentanti locali dei cinque partiti della maggioranza di governo, i quali sarebbero quelli che dovrebbero dettare la linea politica sul territorio, chiamati in causa dalla Gilda degli Insegnanti sono latitanti, gli è stato chiesto un incontro ma ha risposto solo Scelta Civica, che per adesso ha preso atto della segnalazione. Delle due l’una: o si tratta di una scelta politica la cui esecuzione materiale è demandata ad un burocrate, oppure qualsiasi cosa decida un burocrate prevale sulla volontà dei politici. Dimostrano di non contare nulla, situazione che ha indotto la Gilda di Parma a proclamare lo sciopero della scheda nulla alle prossime elezioni europee ed amministrative.
Gilda Unams – Parma
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