Continua l’attacco della politica contro la scuola, quest’anno ci sarà il terzo anno del piano triennale dei licenziamenti previsti dai deputati lombardi Tremonti e Gelmini, il prossimo settembre ci saranno 19.700 insegnanti in meno, di questi 9252 nelle scuole elementari. La notizia ha trovato pallidi oppositori nel centro sinistra, che su altre questioni è ben più attiva.
Il riparto parziale è stato illustrato in vista del varo del decreto sugli organici 2011-2012, per adesso questi sono i dati ufficiali (la tabella completa dovrebbe essere resa nota lunedì): Sicilia (-2.534 insegnanti), Campania (-2.234), Lombardia (-2.415) Lazio (-1.989), Puglia (-1.878), Veneto (-1.398) e Piemonte (-1.179). Relativamente alla scuola elementare (- 9.252 posti), la contrazione maggiore si registra in Lombardia (-1.424 posti), seguita da Sicilia (-969), Campania (-964) e Lazio (-930). Lazio. Nella secondaria di primo grado (ex medie) i posti tagliati saranno 1.323 in tutta Italia. Alle superiori le cattedre in meno saranno 8.984 e il taglio maggiore sarà in Sicilia (-1.217). Solo qualche giorno fa Berlusconi aveva detto che gli insegnanti inculcano valori contrati a quelli delle famiglie, chissà a cosa si riferiva. Tanto che persino la Chiesa cattolica, che ha pesanti interessi nelle scuole private, si è sentita in dovere di difendere i docenti di quella statale, il Cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana ha detto: ”Ci sono tantissimi insegnanti e operatori che sappiamo che si dedicano al proprio lavoro con grande generosità, impegno e competenza, sia nella scuola statale che non statale. Quindi il merito va a loro”.