Dopo aver accettato numerose leggi con le quali unilateralmente in questi anni sono state disapplicate le norme contrattuali del settore scuola, in sindacati di fronte all’ennesimo colpo di ruspa mirato ad eliminare le norme pattizie hanno deciso di agire uniti (quasi perché manca la Cgil). Prima hanno sopportato regole “nuove” relative ai procedimenti disciplinari, poi il cosiddetto “decreto Brunetta” in merito all’organizzazione del lavoro, poi una norma, applicata addirittura con effetto retroattivo, con la quale si vorrebbe imporre di diventare docenti di inglese a quei maestri elementari che non lo sono, adesso si vuole addirittura aumentare l’orario di lavoro senza che venga corrisposto nulla in più.

Quattro sindacati del comparto scuola, Cisl, Uil, Snals e Gilda degli Insegnanti, hanno indetto uno sciopero per l’intera giornata per il 24 novembre. Le stesse organizzazioni sindacali hanno indetto anche l’ immediata sospensione delle attività non obbligatorie svolte dal personale docente e tecnico ausiliario, sono state inoltre convocate assemblee in orario di servizio che si terranno contemporaneamente nelle scuole il 13 novembre. I sindacati hanno inoltrato una richiesta di incontro con i segretari dei partiti che compongono l’attuale maggioranza, per chiedere la cancellazione dal testo del disegno di legge di stabilità delle misure che, stravolgendo unilateralmente il contratto di lavoro, determinerebbero un forte aumento dell’orario di servizio dei docenti abbassandone le retribuzioni. Saranno organizzati anche presìdi presso le sedi politiche e parlamentari ed è stata decisa la sospensione delle relazioni sindacali col Ministero dell’Istruzione, ciò dopo che nei giorni scorsi è andato a vuoto il tentativo di conciliazione sul mancato pagamento degli scatti di anzianità.

s.p.


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