False fatturazioni e dichiarazioni dei redditi alterate, sono queste le accuse che la Procura di Roma contesta a Marina Grossi, amministratore delegato di Selex Sistemi Integrati, e nota anche per essere la moglie del presidente e amministratore delegato di Finmeccanica, Pierfrancesco Guarguaglini. I magistrati romani le contestano «false fatturazioni per 10 milioni di euro al fine di
consentire ad Enav l’evasione di imposte dirette e indirette», inoltre ritengono che abbia «indicato nella dichiarazione dei redditi elementi passivi fittizi». Oltre a lei sono indagati dieci manager e consulenti di Selex, Enav e di Finmeccanica. Gli inquirenti hanno eseguito anche una decina di perquisizioni in varie parti d’Italia. La Procura di Roma ipotizza che nella triangolazione tra Selex, Enav e le società subappaltatrici siano stati creati dei fondi neri. Per questo è stato interrogato anche l’ex consulente di Finmeccanica, Lorenzo Cola, indagato anche per una presunta attività di riciclaggio relativa all’acquisizione della società Digint da parte di Gennaro Mokbel. Marina Grossi e i dirigenti di Selex, Letizia Colucci e Manlio Fiore, intanto, hanno ribadito una nota «la loro totale estraneità alle ipotesi di reato sommariamente descritte nel decreto di perquisizione portato a loro conoscenza dai pubblici ministeri».

Di red