Truffa: sesso e soldi in cambio di ricette false

Una truffa ai danni del sistema sanitario nazionale da circa 10 milioni di euro, scoperta dai carabinieri del Comando per la tutela della salute. Complessivamente sono coinvolte una novantina persone, sono stati arrestati imprenditori, informatori scientifici, medici e farmacisti. Secondo le accuse il titolare di un’azienda di distribuzione farmaci con sede a Grottaferrata (Roma), T.R.F. di 48 anni, gestiva un gruppo di informatori scientifici che avevano il compito di corrompere medici e farmacisti. I medici dovevano prescrivere i farmaci interamente rimborsabili ad ignari pazienti, poi i farmacisti consapevoli ricevevano le ricette e quindi incameravano i rimborsi. In qualche caso i farmacisti erano estranei, le ricette venivano consegnate, mentre i medicinali “comprati” venivano semplicemente buttati via o venduto a nero. Ai medici e ai farmacisti andava una percentuale degli introiti variabile tra il 5% ed il 10%, in altri casi sono state offerte anche prestazioni professionali. Gli indagati dalla Procura di Roma sono: 25 farmacisti, 10 collaboratori e una ragazza che aveva l’incarico di contattare le prostitute. L’inchiesta ha toccato anche Latina, Caserta, L’Aquila, Pescara, Messina, Catania, Trapani e Cagliari. L’accusa, a vario titolo contestate, sono associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni del sistema sanitario nazionale, in carcere sono finiti: sette informatori scientifici, tre farmacisti, tre medici di base e l’imprenditore partenopeo. Sono ai domiciliari per nove informatori scientifici, dieci farmacisti, otto medici e due collaboratori. Per altri indagati il giudice ha previsto l’obbligo di presentazione all’autorità giudiziaria. L’imprenditore è stato sorpreso dai carabinieri del Nas in un garage di Giugliano, mentre cedeva a un informatore scientifico 100 chilogrammi di paracetamolo e 50 chilogrammi di caffeina.. L’inchiesta è partita dopo le dichiarazioni del medico romano Claudio Grande, arrestato nel 2005 nell’ambito dell’inchiesta ‘Pharma connection’.

Di red