La malavita ha tentato nuovamente di attaccare il “Cirigliano”, che oltre ad essere una realtà importante dell’ippica, (il secondo ippodromo in Italia), è fonte di reddito per decine di persone tra dipendenti, collaboratori ed indotto. Da qualche anno è anche un baluardo contro l’arroganza delinquenziale, perché quando si notano accentramenti di scommesse inusuali, i dirigenti della
struttura, d’accordo con le forze dell’ordine, gli operatori e l’ente tecnico (Unire), che organizza il settore per conto del Ministero delle Politiche Agricole, non fanno svolgere la gara incriminata e rimborsano le scommesse, evitando così ogni sospetto e rinunciando al guadagno in nome di un principio che si chiama “legalità”.