Beni per 40 milioni di euro sono stati sequestrati all’imprenditore Giuseppe Diana imprenditore 50enne originario di Casal di Principe, a suo tempo coinvolto anche nell’inchiesta che riguarda il tentativo del Clan dei Casalesi di rilevare la società calcistica della Lazio. Sono stati sequestrati 36 terreni, 8 fabbricati, un negozio, un immobile in costruzione,
quote, aziende e patrimonio di 6 società a responsabilità limitata operanti nel settore della commercializzazione del gas, di una società con sede in Salerno, disponibilità finanziare, 10 conti correnti, e varie auto di grossa cilindrata. I beni si trovano in Campnia, Lazio, Molise e Calabria. Diana era stato già arrestato nel 2007, gli inquirenti in quel caso gli hanno contestato i reati di estorsione aggravata, illecita concorrenza con minaccia o violenza aggravata. Nello stesso anno si sono aggiunte anche accuse di concorso esterno in associazione mafiosa. Diana è accusato di aver obbligato la società Eco4 ad assumere persone vicine al clan La Torre e di aver aiutato dei latitanti, è stato rinviato a giudizio e lo scorso 23 marzo scorso il gup di Napoli lo ha condannato a 5 anni di reclusione. Nel luglio del 2008 la Procura di Roma ne ha ottenuto la custodia cautelare in carcere per concorso in tentativo di riciclaggio aggravato, per il tentativo di rilevare la Lazio.

Di red