Calisto Tanzi, l’ex patron della multinazionale convocato dopo una rogatoria internazionale si avvale della facoltà di non rispondere

Le novità che emergono dai filoni d’inchiesta relativi al crack Parmalat sembrano non terminare mai, dopo le novità inerenti gli affari calcistici ed a quelle sul possesso dei quadri d’autore, adesso spuntano soldi depositati su alcuni conti alle Bahamas Per questa vicenda Calisto Tanzi è nei giorni scorsi è stato convocato nel Palazzo di Giustizia di Parma dal giudice per le indagini preliminari Paolo Scippa, il magistrato lo ha citato per dare seguito ad una rogatoria internazionale della magistratura svizzera che sta cercando di far luce su quest’ennesimo colpo di scena: da Berna è arrivato a Parma un giudice istruttore federale che voleva porre molte domande all’ex cavaliere di Collecchio, il quale ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Oltre a Tanzi il giudice Scippa ha convocato anche un maresciallo della Guardia di Finanza, che su richiesta dell’inquirente elvetico ha illustrato alcune fasi delle molte indagini riguardanti il crack che bruciato 15 miliardi di euro. Le indagini per questi soldi transitati in Svizzera e finiti alle Bahamas gli inquirenti svizzeri stanno indagando complessivamente su 12 persone. Inoltre la magistratura federale svizzera. precisamente quella di Berna e quella di Lugano, in queste settimane ha acquisito numerosi documenti che fanno già parte dei processi Parmalat e Parmatour.

Salvatore Pizzo