La Commissione Europea ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di giustizia per il mancato rispetto della decisione risalente dell’ottobre 2009 per non aver recuperato dalla Ixfin (rilevò l’ex Texas di Aversa) i finanziamenti illecitamente percepiti. Attualmente l’azienda è in procedura fallimentare dal 2006. ”Il controllo degli aiuti di Stato e’ essenziale per evitare che la redditività delle imprese che non

beneficiano di aiuti sia messa in pericolo dagli aiuti concessi ad altre, ma non puo’ esservi controllo efficace se le decisioni della Commissione non sono rispettate”, ha dichiarato il vicepresidente della Commissione e commissario responsabile per la Concorrenza Joaquin Almunia. Il 28 ottobre 2009 la Commissione ha stabilito che la garanzia sui prestiti concessa dall’Italia a Ixfin, era incompatibile con le norme UE, perche’ non era stata seguita da un piano di ristrutturazione comprovante il ripristino della redditività della società. La garanzia comportava 15 milioni di euro in aiuti di Stato, pochè Ixfin non avrebbe potuto ottenere dal mercato una garanzia a condizioni comparabili a quelle a cui era stata concessa dal governo italiano. Questo e’ l’importo che l’Italia doveva recuperare o iscrivere ai crediti verso la massa nella procedura fallimentare entro quattro mesi dall’adozione della decisione, insieme agli interessi calcolati fino alla data in cui Ixfin e’ stata dichiarata fallita. Finora l’Italia non ha iscritto tali importi ne’ ha recuperato gli aiuti dalla società. Inoltre, nel marzo 2007 l’Italia si e’ rivolta al tribunale nazionale per convertire il fallimento in amministrazione straordinaria; tale conversione potrebbe permettere a Ixfin di continuare la sua attività con il rischio non soltanto che l’aiuto illegale non sia recuperato ma anche che l’impresa riceva altri aiuti.

Di red