Il Codacons chiama, Striscia la Notizia risponde a arriva Luca Abete. Obiettivo del tg satirico di Antonio Ricci fare chiarezza sulla tassa di emessa dal Consorzio Generale di Bonifica Bacino Inferiore del Volturno che tormenta decine e decine di cittadini non solo aversani. Un balzello definito dall’avvocato tributarista Luigi Di Marino, intervistato nel servizio di Abete, “Una entrata fittizia che

serve ad autorizzare spese reali che gravano sulle casse dell’Ente creando anche condizioni di dissesso” come accade in tanti bilanci comunali in cui si portano in entrata somme che non saranno, forse, mai incassate per dichiarare una disponibilità destinata a fare spese clientelari e contrarre presititi”. Un balzello nato all’inizio del secolo scorso per l’esigenza concreata di effettuare la bonifica idraulica di tutti i territori depressi utilizzando delle idrovore. Una esigenza che non c’è più praticamente in tutti i comuni afferenti al consorzio per la realizzazione delle reti idriche e fognarie tant’è che l’articolo 11 della legge regionale del 29 dicembre 2005 sancisce “Non hanno l’obbligo del pagamento del contributo i proprietari di immobili assiggettati alla tariff del servizio idrico integrato, ai sensi della legge n° 36 del 5 gennaio 1994”. Su questa base tantissimi cittadini aversani e tantissimi residenti nei diversi comuni afferenti al consorzio che si sono opposti al balzello contestandolo nell’apposita commissione hanno visto cancellata la richiesta. “Purtroppo, però, la cancellazione –spiea l’avvocato Di Marino, come confermato dagli addetti ai lavori nelle riprese fatte con telecamera nascosta dall’inviato di Striscia – ha valore solo per l’anno a cui la richiesta fa riferimento cosicché l’anno successivo il presunto contribuente riceve una nuova richiesto di pagamento ed è obbligato a produrre un nuovo ricorso”. “Il sistema –aggiunge l’avvocato- punta a scoraggiare l’utente perchè la somma chiesta di solito non supera i 100 euro mentre fare ricorso può costare di più, specialmente da quando l’istanza va presentata dopo aver aver pagato il cosiddetto contributo unificato”. A sostenere che il balzello non sia dovuto è stato anche il Presidente della Provincia di Caserta Domenico Zinzi che nella veste di deputato dell’Udc nel 2008 ha presentato una interrogazione al Presidente del Consiglio dei Ministri perchè mettesse fine alla doppia tassazione delle acque reflue che scaturisce dal contributo chiesto dal Consorzio di Bonifica, ma fino ad oggi sembra che l’interrogazione non abbia avuto risposta. Forse l’intervento di Striscia La Notizia servirà a fare chiarezza.

ANTONIO ARDUINO