E’ gravemente indiziata di tentativo di estorsione nei confronti del titolare di un distributore di benzina sito sulla statale Domitiana Vincenzina Terracciano, 25 anni, di Villa Literno. Il padre, Bernardino Terracciano, è ritenuto affiliato alla fazione Bidognetti del clan dei casalesi ed è noto per aver partecipato come attore al film “Gomorra”. Terracciano, 53 anni di Villa Literno,

che nella pellicola interpretava proprio “Zì Bernardino”, lui è coinvolto nell’indagine “Domizia”, con lui è coinvolta anche la moglie di Giuseppe Setola, Stefania Martinelli; Secondo le indagini condotte dai carabinieri della stazione di Castel Volturno-Pinetamare, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia, la figlia di Terracciano avrebbe chiesto al titolare del distributore un “regalo di Pasqua per gli amici di Casale” . Alcune settimane fa anche il compagno della donna fu coinvolto in una vicenda giudiziaria.

I partecipanti a Gomorra precedentemente arrestati sono:

il 47enne Marcello D’Angelo, comparsa nel film, ritenuto affiliati alla fazione dei Casalesi che fa capo alla famiglia ‘Venosa’, guidata da Luigi Venosa, alias “Giggino O’ Cucchiere”. Secondo gli inquirenti lui e la moglie, Anna Iannone di 40 anni, avrebbero estorto somme di denaro agli inquilini abusivi che occupano appartamenti che una volta ospitavano i militari della Nato al ‘Parco Saraceno’ di Pinetamare di Castelvolturno. Territorio controllato dai boss dove erano state effettuate anche riprese del film ‘Gomorra’;

il boss Giovanni Venosa, una delle prove viventi che il Clan dei Casalesi non teme il prodotto editoriale “Gomorra”. Venosa, detto “Giuvann O’Russ”, nel film è il giovane boss che richiama più di una volta i due ragazzini che non stanno agli ordini. La prima sezione penale del tribunale di Santa Maria Capua Vetere lo ha condannato per estorsione aggravata dal metodo mafioso a 13 anni e 10 mesi di carcere. Secondo le accuse tra il 2008 e il 2009, pur dovendo essere detenuto nella casa lavoro di San Giuliano Saliceto in provincia di Modena, si recava a Castelvolturno dove si occupava di estorsioni. Stando agli inquirenti una volta trascinò per i capelli il titolare di un ristorante, mostrando la pistola mentre era in corso un banchetto con numerosi invitati. A far scattare l’inchiesta hanno contribuito anche le denunce dell’ex sindaco Francesco Nuzzo. Il pm Luigi Landolfi aveva chiesto per Venosa la condanna a 24 anni di carcere;

Nicola Battaglia, 20 anni di Giugliano, è stato coinvolto anch’egli in vicende marginali, nel film è uno dei ragazzi sottoposti alla prova di coraggio per essere ammessi nel clan;

il cantante neomelodico Raffaele Migliaccio, 24enne di Casoria in arte “Raffaello”, dopo aver aggredito un vigile del fuoco a Napoli ha assalito anche gli agenti intervenuti per fermarlo, è stato accusato di oltraggio, minacce, lesioni, violenza e resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo di arma da taglio, fu condannato per direttissima a 1 anno. Una sua canzone “La nostra storia”, è stata utilizzata nel film, e durante un concerto a Palermo, ha salutato “gli ospiti dello Stato” (i detenuti);

Bernardino Terracciano, 53 anni di Villa Literno, che nella pellicola interpretava proprio “Zì Bernardino”, lui è coinvolto nell’indagine “Domizia”, con lui è coinvolta anche la moglie di Giuseppe Setola, Stefania Martinelli;

Salvatore Fabbrocino, fermato in un’indagine relativa allo spaccio;
un cittadino cinese accusato di riciclaggio dai finanzieri del Comando provinciale di Napoli.

Un altro attore che nel film interpreta “Pisellino”, fu fermato dagli inquirenti nel corso di un controllo scattato durante il banchetto nunziale di un altro personaggio in odore di Camorra.

Rimane irrisolto il seguente mistero: “I Casalesi hanno recitato se stessi in “Gomorra”, probabilmente guadagnando, quindi che fondamento hanno le minacce all’autore?”


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Di sp