Raffaele Cantone, ha firmato una delibera che rimette al Senato e alla Camera dei Deputati, le decisioni sulle incompatibilità degli incarichi. Una misura obbligata, imposta da un vuoto nella legge Severino che all’Anac definiscono: “Non casuale”.
Arriva così, dopo una battaglia durata molti mesi, la vittoria dei professionisti-parlamentari che quasi sicuramente potranno mantenere le doppie poltrone. Lo scontro era partito con la precedente delibera dell’Anac, che estendeva anche agli ordini professionali le norme anticorruzione e l’incompatibilità degli incarichi prevista dalla legge Severino, ma la forte pressione delle lobby in Parlamento e nelle aule del Tar del Lazio, ha costretto l’Anac alla ritirata.
Il decreto stabilisce infatti, che gli incarichi “amministrativi” all’interno di enti pubblici sono incompatibili con le cariche di governo, ma quando definisce le “funzioni pubbliche elettive” si riferisce esclusivamente al livello regionale e locale, tralasciando proprio la figura dei parlamentari. L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha così commentato: “Un vulnus della legge probabilmente non casuale, che ci lega le mani. Se l’Anticorruzione sarà ascoltata in Parlamento potrà dire la sua sulla questione”.
Adesso, la prossima decisione spetta alla Giunta delle elezioni del Senato che si riunirà giovedì 15 gennaio. Ma l’esito della riunione pare essere già determinato, poiché proprio in Senato siedono diversi presidenti degli Ordini Professionali, tra cui Andrea Mandelli e Luigi d’Ambrosio Lettieri di Forza Italia, rispettivamente presidente e vicepresidente della Federazione nazionale dei farmacisti, Annalisa Silvestro del Pd, presidente della Federazione degli infermieri e Amedeo Bianco, sempre del Pd, presidente della Federazione dei Medici.
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