Quante volte avete sentito l’espressione “Frisco a ll’anema d”e muorte vuoste”, ebbene questa pala ne spiega il significato. Trattasi di un trittico di fine Quattrocento, un tempo custodito nella Chiesa della Maddalena di Aversa, attribuito ad Angelillo Arcuccio, oggi conservato nel Museo Diocesano, allestito all’interno del Deambulatorio del Duomo. L’opera è considerata il prototipo di questo tipo di iconografia, che raffigura la Madonna del Purgatorio.
Al centro è ritratta la Madonna delle Grazie, tra San Bernardino a sinistra e San Sebastiano a destra. La Madonna, ha il seno scoperto, da cui sgorga il latte che dà refrigerium alle anime purganti, appartenenti a tutte le gerarchie sociali. Il trittico rimanda all’ideologia dantesca, dove per la legge del contrappasso (dal latino contra e patior, “soffrire il contrario”) la pena colpisce i rei mediante il contrario della loro colpa o per analogia ad essa.
Delucidazioni storiche ed iconografiche di Giulio Santagata, diffuse da Luigi Cipullo.

Trittico di fine Quattrocento attribuito ad Angelillo Arcuccio
al centro la Madonna delle Grazie o del Purgatorio

San Bernardino a sinistra

San Sebastiano a destra

Le anime del Purgatorio
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