Nell’ambito delle indagini sulla morte di Vincenzo Ruggiero, il 25enne di Parete massacrato ad Aversa dall’ex militare della Marina Ciro Guarente, continuano ad emergere particolari inquietanti.
Francesco De Turris, il pregiudicato che avrebbe fornito l’arma al killer per compiere l’efferato delitto, arrestato per favoreggiamento il 10 agosto scorso, ha dichiarato: “Due anni fa Ciro Guarente mi confessò di voler uccidere la sua fidanzata Heven. Mi chiese se conoscessi qualcuno al quale commissionare il delitto. Io gli dissi che occorrevano 40mila euro, ma lui non accettò perché era un importo che non poteva sostenere”.
In quella circostanza, probabilmente distolto dagli ostacoli, desistette, ma la gelosia morbosa ed accecante lo ha portato a distanza di due anni a commettere un massacro, ammazzando Vincenzo Ruggiero e liberandosi del cadavere, smembrato e murato all’interno di un garage a Ponticelli.
Sull’omicidio De Turris ha continuato: “A luglio di quest’anno, mi disse: tutto a posto, l’ho fatto, l’ho ucciso successivamente mi confidò che aveva comprato da un grosso ferramenta che si trova a Poggioreale, una sega e un’ascia perché doveva tagliare il cadavere“.
Le rivelazioni choc di Francesco De Turris sono adesso al vaglio degli inquirenti.
Intanto, Ciro Guarente è stato trasferito nuovamente nel carcere di Matera a seguito di alcuni problemi verificatisi all’interno del penitenziario di Poggioreale, dove è detenuto anche il padre di Vincenzo Ruggiero, per reati contro il patrimonio. Guarente era stato trasferito precedentemente nel carcere napoletano da Santa Maria Capua Vetere, poiché si riteneva di poterlo sorvegliare meglio, evitando che le sue inclinazioni sessuali potessero procurargli problemi con gli altri detenuti.
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