Da tempo i medici hanno lanciato l’allarme sulla mortalità a Giugliano: "L’incremento di patologie non va sottovalutato ha detto tempo fa il medico Angela Maisto della Comef – Bisogna integrare i dati sanitari e ambientali con altre fonti, attivare collaborazioni tra vari enti con competenze diverse e, soprattutto, sensibilizzare i politici sulla necessità di interventi mirati per la bonifica".
Lo scorso dicembre fu tenuto anche un forum promosso dai medici dell’Osservatorio di mortalità di Giugliano, istituito dal Comune, dove fu esaminato uno studio eseguito dalla cooperativa Comef dal 200 al 2006, su un campione di 33 mila pazienti su 110 mila residenti, ed è emerso che a Giugliano ci si ammala di più e si muore di tumore il doppio rispetto al 2000; più nel centro storico che sulla fascia costiera. Il tasso di mortalità per mille, dai 65 ai 100 anni, è del 7.05, mentre si abbassa allo 0.97 per la fascia d’età 31- 64 anni, anche grazie ai progressi della medicina. In pratica, i giovani sono quelli più colpiti, anche se hanno maggiori chance di guarigione, mentre sono gli over 65 coloro che sopravvivono di meno. "Il nostro lavoro aggiunse in quella sede Aniello Cecere, presidente Comef – non può stabilire una correlazione tra patologie e inquinamento, ma rappresenta un osservatorio privilegiato del fenomeno su questo territorio". Tuttavia il tasso di mortalità, è passato in 6 anni dallo 0.49 per mille al 2.07. "Questo tipo di lavoro dà la possibilità di valutare l’efficacia degli interenti sanitari sul territori – disse Pasquale Incoronato, oncologo- Le curve di incidenza sono molto alte e dove c’è la prevenzione accompagnata da interventi adeguati e tempestivi, si registrano molte guarigioni".