Quando nel 2001 la Finmek aveva emesso un bond da 150 milioni di euro, collocato sul mercato unicamente da Banca Intesa e mai rimoborsato truffando ben 11mila risparmiatori, una sorta di Parmalat in tono minori, nei suoi asset produttivi aveva fatto figurare anche lo stabilimento aversano della ex Texas, che in realtà era un sito produttivo solamente fittizio perchè tutto cadeva a pezzi e non c’erano commesse.

Ieri per il crack da un miliardo di euro dell’azienda padovana sono state arrestate otto persone. Tra gli indagati, con l’accusa di concorso in bancarotta fraudolenta, c’è anche del’ex presidente della Finmek Roberto Tronchetti Provera, fratello del più noto Marco presidente della Pirelli. In carcere sono finiti anche Carlo Fulchir, ex consigliere del governo d’Alema e fondadore dell’azienda, le Fiamme gialle lo hanno arrestato insieme alla moglie Doris Nicoloso mentre stavano per andare in crociera. La Finmek era stata dichiarata insolvente il 12 maggio 2004, ed è stata una di quelle aziende coinvolte nella girandola di passaggi di proprietà del sito della ex Texas di Aversa, vicenda sulla quale si occupano anche altre procure: Ivrea (inchiesta Luppi, Oliit, 3L Trading), Santa Maria Capua Vetere (per competenza territoriale), Napoli (fallimento della Ixfin di Pugliese). Complessivamente sono 14 gli indagati. La Guardia di Finanza finanza ha potuto accertare che il Gruppo Finmek aveva nel tempo fatto una serie di acquisizioni societarie (come quella del sito di Aversa), per giustificare lo sviluppo di grossi progetti imprenditoriali che hanno permesso di usufruire di di consistenti contributi pubblici. I soldi sarebbero stati poi portati all’estero attraverso alcune società fittizie. Le indagini vanno avanti da due anni ed hanno rigurdato ben 100 società satellite, tutte scatole vuote dove venivano occultati i capitali, sono stati indivividuati 713 conti correnti bancari e sono state seguite 18 mila ore di intercettazioni telefoniche. Tra il 1999 ed il 2003 sarebbero stati falsificati i bilanci esponendo valori fittizi per 650milioni di euro. Oltre agli 11mila rsparmiatori ci hanno rimesso il posto di lavoro ben 6mila persone. I reati contestati a vario titolo sono: bancarotta fraudolenta, falso in bilancio, false comunicazioni sociali in danno di creditori, emissione di fatture false, riciclaggio, truffa, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pibbliche, malversazione ai danni dello stato, appropriazione indebita, agiotaggio e concorso in bancarotta. Tutto ha portato al sequestro di beni per circa 15 milioni di euro, altri 17 milioni sono sati individuati all’estero Ieri i finanzieri sono entrati in azione nelle province di: Padova, Venezia, Milano, Udine e Roma. Oltre ai coniugi Fulchir sono stati arrstati anche il fratello Loreto Fulchir, Paolo Campagnolo, responsabile finanziario del gruppo e Guido Sommella, altro dirigente della Finmek. I nomi di alre tre persone non sono stati ancora resi noti. La moglie di Fulchir Doris Nicoloso sarebbe risultata intestataria di vari conti in Svizzera.

Salvatore Pizzo