L’ex presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gianfranco Miccichè, qualche mese fa ha annunciato che la Regione Sicilia ha stipulato una convenzione con l’Università per “attività di studio finalizzate a migliorare il linguaggio sofferente del legislatore isolano”. In pratica si tratta di corsi di italiano per i politici, una soluzione che potrebbe essere emulata anche dagli enti locali del nostro territorio. Nell’Aversano ci sono molti "politici" locali che non si esprimono in Italiano, nemmeno maccheronico, tanto che abbastanza spesso siamo costretti anche a tradurre dal vernacolo le interviste prima di pubblicarle. Sarebbe un importante aiuto alle persone disagiate da parte della collettività. La politica locale nell’Aversano è una valvola di sfogo che sottrae dalla strada numerose persone con problemi, tenendole occupate in un’attività dignitosa, anche se con evidenti effetti a carico della collettività. Forse l’aversano è l’unico posto al mondo dove gli analfabeti vengono elevati al ruolo di classe dirigente, una sorta di masochismo solidale praticato dai cittadini elettori.  

Di sa.pi.