Il Vice Ministro uscente della Pubblica istruzione Mariangela Bastico, rispondendo ad un’interrogazione parlamentare, tempo fa, ha affermato che il titolo di giornalista non viene considerato un titolo professionale valutabile per gli insegnanti ai fini dei punteggi, perché il criterio è quello di valutare solo titoli attinenti alla professione docente, anche se quelli specifici sono i titoli di studio, che vengono già valutati a prescindere.

La classificazione dei titoli è diversa, ci sono quelli indispensabili “di accesso” alle graduatorie, quelli di “studio” e quelli “professionali”, ma tenendo buona la posizione che la burocrazia vuole accreditare, sostenere che essere un giornalista non è un valore aggiunto a quello di essere un docente, francamente pare azzardato. Esistono decine di iniziative che coinvolgono scuola e testate giornalistiche, spesso patrocinate dallo stesso Ministero dell’istruzione. L’ultima qualche settimana fa, gli alunni delle scuole superiori di Udine, Pordenone, Gorizia e Trieste hanno realizzato un giornale scientifico in classe grazie all’iniziativa JournalFest, il laboratorio realizzato in occasione della seconda edizione della Fiera dell’editoria scientifica e tecnica (Fest), che si è svolta a Trieste dal 16 al 20 aprile. JournalFest è stata l’occasione per un avvicinamento dei più giovani alla scienza contemporanea, (nanotecnologie, biologia molecolare, fisica e genetica). Gli organizzatori hanno detto: “Siamo convinti che per gli studenti delle scuole fare il giornale, fare radio, comunicare insomma attraverso i media sia un’esperienza educativa, stimolante e molto importante", ma per la burocrazia essere giornalisti non deve valere nemmeno un punto!

Salvatore Pizzo, docente di scuola primaria statale e giornalista

Nella foto il vice ministro Bastico