Arrestati il direttore e l’ex direttore del Cdr di Giugliano e uomini del gruppo settentrionale Impregilo

Lo scandalo dei rifiuti nella nostra regione si allarga, sono state arrestate 25 persone, tra loro anche i responsabili dei sei impianti Cdr, gli impianti che dovrebbero trasformare l’immondizia in combustibile per poi inviarla ai termovalorizzatori. I sei dirigenti dei cdr, colpiti dal provvedimento sono: Andrea Orazio Monaco, (Napoli); Elpidio Angelino (Giugliano), Silvio Astronomo, (Casalduni – (Benevento); Pasquale Moschella (Santa Maria Capua Vetere – Caserta); Alessandro Di Giacomo, (Pianodardine – Avellino) e Domenico Ruggiero (Battipaglia – Salerno). Le accuse per gli arrestati, che sono agli arresti domiciliari, vanno dall’associazione per delinquere al traffico illecito di rifiuti fino alla truffa ai danni dello Stato. Agli arresti è finito anche Massimo Cortese, responsabile gestione dei Cdr campani e Vito Finiani, a lungo responsabile del Cdr di Giugliano. I provvedimenti di custodia cautelare sono stati emessi dal Gip del tribunale di Napoli. Tra gli altri indagati ci sono Sergio Asprone, responsabile gestione impianti Fibe, impresa dle gruppo settentrionale Impregilo, pesantemente coinvolta anche nel processo che è già in corso a carico di 28 persone, tra cui anche il Presidente della Regione Bassolino. Altri nomi sono quelli di: Giuseppe Iavazzo, dell’Ufficio flussi del commissariato straordinario rifiuti; Giuseppina Marra, funzionario della Provincia di Caserta; Ernesto Picarone, responsabile ambiente e ingegneria di Fibe e Fisia Italimpianti (gruppo Imprendilo);Giovanni De Laurentiis responsabile operatore Fisia Italimpianti (gruppo Impregilo); Angelo Pelliccia dirigente Fibe e Fibe Campania (gruppo Impregilo); Filippo Rallo responsabile per i cdr Campania della Fisia (gruppo Impregilo); Dino Di Battista,responsabile discariche e siti stoccaggio Fibe (gruppo Impregilo). I magistrati napoletani ritengono che: “Le società affidatarie del servizio, con la complicità di funzionari del Commissariato di governo, trasformavano i rifiuti solidi urbani in totale difformità rispetto alle autorizzazioni ambientali, con conseguente illecito smaltimento dei rifiuti, solo apparentemente lavorati e falsamente dichiarati tali, presso discariche che così ricevevano ed hanno ricevuto rifiuti diversi da quelli per i quali erano state autorizzate”. Tra gli indagati ci sono anche l’ex vice dell’attuale sottosegretario Guido Bertolaso, Marta di Gennaro, ed il prefetto di Napoli Alessandro Pansa, nelle vesti di ex commissario. L’inchiesta è stata chiamata “rompiballe”, perché in alcuni casi le cosiddette ecoballe sarebbero state aperte con procedure ritenute anomale.

Di red