Il giornale più antico dItalia, la Gazzetta di Parma, ha pubblicato la lettera di un lettore, che esprimendo le sue considerazioni sullo scandalo dei rifiuti nella nostra regione conteneva parole pesanti nei confronti della nostra gente, addirittura la missiva parla di genetica naturale del napoletano medio scarso senso della pulizia e delleducazione. Il nostro direttore, che vive proprio a Parma, ha ritenuto opportuno rispondere inviando una lettera al quotidiano della città emiliana, sotto pubblichiamo i testi delle due missive.
Gentile direttore,
che lo scandalo dei rifiuti provenga dalla Campania con epicentro Napoli non dovrebbe stupirci più di tanto. Sarebbe, diciamoci la verità, più inconsueto vedere montagne di immondizia nel centro di Bologna, di Verona o di Parma o di Treviso. Non mi si accusi di avere pregiudizi nei confronti di alcune popolazioni; i giudizi non li do certo io, li da la storia, si leggono, si vedono; le opinioni si formano interpretando la realtà. Potremmo partire esprimendo dubbi sui fondi destinati allIrpinia dopo il terremoto, potremmo interrogarci sul connubio tra camorra e politica, sul degrado socio-culturale di quelle zone, sulla preparazione e la capacità dei politici locali, sindaci, governatori, assessori, insegnanti. Questa è la realtà: sono i 700 vigili urbani di Napoli sempre in malattia su un totale di 2500; sono i 27mila dipendenti comunali, è lassenteismo smisurato, sono 550 giardinieri (la maggior parte inutili), sono gli sprechi spaventosi, lo scarso senso della pulizia e delleducazione; sono le percentuali dei reati impuniti, è il chiasso assordante, il disordine, il brutto, le lenzuola stese alle finestre, sono i motociclisti senza casco e gli automobilisti senza cinture; San Gennaro e Maratona; la sanità di De Lorenzo; Napoli è un luogo dove io non sono mai andato e ho preferito sempre girarci alla larga per tanti motivi. Io non sono mai andato a Napoli, ma sicuramente una parte delle mie tasse è rimasta là e si è smarrita nel nulla: puff come il gioco delle tre carte. Quanti addetti alla Nettezza Urbana di Napoli? Non ricordo, me lo dica lei, ma aggiunga anche il paragone con le altre città. Ciò che intendo dire è che probabilmente questo governo risolverà la vergognosa vicenda dei rifiuti, ma non riuscirà a mutare la genetica del partenopeo medio. Perché noi quassù siamo diligenti nel fare la raccolta differenziata e non gettiamo rifiuti dalle nostre finestre? Perché il napoletano solitamente deve dimostrare di essere il più furbo? Lo so, non sono tutti uguali stessa litania di quando si giudicano gli immigrati, non sono tutti uguali. Per carità, lidendità è individuale e mai far di tutta lerba un fascio. Non ho bisogno che ora qualcuno mi indichi personaggi illustri e onestissimi, lo so da me. Io sto indicando la maggioranza, che fino a prova contraria fa statistica. Non provo astio e non intendo offendere nessuno, sia ben chiaro. Consapevole che la mia opinione conta ben poco, vorrei citare Sigmund Freud, si proprio lui, il padre della psicanalisi. Anche Freud amava lItalia e, durante uno dei suoi numerosi viaggi nel nostro Paese, scrisse una cartolina alla moglie di Napoli appunto. E il 1° settembre del 1902 e su quella cartolina postale Sigmund Freud loda la bellezza della posizione della città, in particolare il panorama verso il Vesuvio. Ma aggiunge: la gente è così disgustosa, sembrano dei galeotti. Il chiasso e la sporcizia sono come nel Medioevo!. Questa è la storia, una storia vera, cioè che da oltre cento anni fa dava al mondo la sua vera immagine: i galeotti e la sporcizia.
Marco Chierici, Parma 23 maggio
—- la risposta
Gentile direttore,
lo scorso 27 maggio il suo giornale ha pubblicato una lettera firmata dal signor Marco Chierici dal titolo: Tutta colpa dei napoletani, che se non fosse apparsa sul quotidiano più antico dItalia francamente non avrebbe meritato alcuna risposta, ma codesta autorevole tribuna non merita che certe parole passino in silenzio. Precisando che la mia non è una difesa dal sapore campanilistico, professionalmente qui e nella mia terra mi occupo, non solo per dovere civico ma anche per professione, di ridde che riguardano il malaffare, che dalle nostre parti innegabilmente cè e nessuno nega, ma non è giusto che gli insulti passino così in silenzio. Esimio direttore, mi permetta questa riflessione, proprio da un parmigiano non ci si può aspettare certe affermazioni, manco a farlo apposta, troppo spesso il malaffare della mia terra ha trovato degli ottimi alleati, in Emilia e purtroppo anche a Parma, e non mi riferisco a miei conterranei bensì a persone che sono nate qui, almeno questo dicono gli atti giudiziari. I soldi intrisi di sangue che la Camorra porta via alla nostra gente vengono ripuliti al di sopra di Roma, in attività lecite che portano posti di lavoro in luoghi non Meridionali, certamente la Camorra i soldi non li conserva nei materassi. Mi pare strano che una persona che abbia studiato nelle scuole della civilissima Parma, si permetta di giudicare un intero popolo parlando di genetica del partenopeo medio, scarso senso della pulizia e delleducazione. Parla dello scandalo dei rifiuti, che sicuramente è ascrivibile alla classe dirigente campana degli ultimi 20/30 anni, ma manco a farlo apposta nel relativo processo che gli inquirenti di Napoli stanno portando avanti, i principali imputati sono i dirigenti di una certa ditta milanese che doveva realizzare gli impianti per lo smaltimento dei rifiuti in Campania, presieduta da un esponente politico settentrionale e peraltro quotata in Borsa, alla quale sono stati sequestrati capitali per 150 milioni di euro ed è stato interdetto di operare nel settore dei rifiuti per un anno, a scopo cautelativo. Colpa dei politici napoletani, certamente, che fanno di questi affari. Per quanto riguarda i fondi destinati allIrpinia, di cui il signore lamentava, essa non è esattamente la zona napoletana ed a quanto pare da quelle parti non ci sono grossi problemi. Forse sarà perchè nel periodo post terremoto, negli anni 80, le frequentazioni tra Nusco e un certo personaggio parmense, allepoca molto in auge, erano molto intense. Certi marchi lattieri di questo territorio negli anni 90, secondo una sentenza del Tribunale di Napoli, furono imposti al mercato meridionale a suon di bombe, le altre aziende campane dovettero chiudere però denunciarono e i responsabiliche sono stati condannati. Cera un monopolio che secondo la DDA di Napoli fece costare il latte in Campania al prezzo più alto in Europa, un affare colossale sulla nostra pelle che ha portato a certidi Parma, che oggi non sono più in auge, grossi introiti. Queste cose le ho dette anche da cronista di Tv Parma. Abbiamo dato molto per decenni. Per quanto riguarda il connubio tra camorra e politica esso cè, è un dato di fatto nazionale che purtroppo ha fatto della politica italiana, a più livelli, un ambiente dove è sovente incontrare delle persone con problemi giudiziari e gravi precedenti penali, e mi creda spulciando bene gli atti a volte si trovano delle sgradite sorprese anche per voi Settentrionali. Non a caso le leggi spesso sembrano essere favorevoli alla Camorra ed affini, certamente in parlamento non cè il partenopeo medio indicato dal signor Chierici. Dalle nostre parti i nostri prefetti sciolgono dufficio i consigli comunali e gli organi degli enti che hanno simili contatti, ci sono decine di casi ma le cronache lo dicono nelle brevi. Il signor Chierici se la prende anche con gli insegnanti, ma forse non sa che sono decine i docenti partenopei che da sempre vengono chiamati ad insegnare nelle scuole emiliane, che sono note per la loro eccellenza. Molte istituzioni scolastiche settentrionali senza di loro dovrebbero chiudere, perché dalle vostre parti sono pochi quelli che scelgono questa professione, senza nulla togliere agli atenei locali nella sola Napoli non solo cè la storica Università Federico II, ma ci sono anche altri tre atenei. Il signor Chierici, che dice di non essere stato mai a Napoli, cita i numeri che riguardano vigili urbani perennemente in malattia e giardinieri inutili , ma lui sa quanto verde pubblico a Napoli?, non so dove abbia preso i dati, ma i grandi numeri sono propri di una metropoli. Forse egli abituato a Parma, ma questa deliziosa città ha meno abitanti, quanti un quartiere di Napoli, il raffronto è improponibile. Si paragonino i dati di Napoli con quelli di Milano e Roma. Il Codice della strada da noi si rispetta poco questo è vero, per quanto riguarda le lenzuola stese alle finestre, di cui il signore dice pur asserendo non essere stato a Napoli, forse egli si riferisce alla parte della città costruita in epoca spagnola, egli non sa che è una caratteristica di folclore di quei quartieri. Questa storia delle tasse del Nord che vanno al Sud è francamente un ritornello stantio, al Nord lavoriamo anche noi, e poi chiunque abbia una busta paga ed un reddito rischia sanzioni ad Aosta come a Napoli, miracoli dellinformatica. Paradossalmente lo scandalo rifiuti ha reso più costoso lo stoccaggio, tanto che le nostre bollette della nettezza urbana, nonostante il disastro, spesso sono raddoppiate. Il signore dice che la maggioranza fa statistica, si chieda quanti sono i parmensi e parmigiani implicati in processi di bancarotta (ce ne sono tante anche di modesta entità) e quanti sono quelli che fanno parte delle forze dellordine, si contano sulle dita di una mano, i numeri dicono che i figli del Sud difendono anche il signor Chierici dai delinquenti. Senza rancore mi consenta di invitare il signor Chierici a bere na tazzulella e cafè. Il mio recapito è sullelenco telefonico di Parma.