da Reggio Emilia – Salvatore Pizzo

Biùtiful Cauntri, il documentario – denuncia che rivela aspetti forse inediti dei disastri ambientali perpetrati ai danni di una gran fetta del territorio compreso nel triangolo: Giugliano, Qualiano, Villaricca, il cosiddetto “triangolo della morte”, è stato proiettato ieri sera (domenica) a Reggio Emilia nell’ambito della Rassegna cinematografica che si sta svolgendo all’Arena Stalloni. Alla proiezione era presente anche uno dei tre autori, Andrea D’Ambrosio. Biùtiful Cauntri, propone realtà non fiction, dimostra come vaste zone del Sud hanno subito una colonizzazione eco criminale, da parte di una certa classe economica settentrionale che si è alleata con la Camorra per smaltire a basso costo quantità enormi di rifiuti tossici, scarto delle industrie del Nord, sversati nottetempo nelle campagne di quella che forse può essere ancora la Campania Felix, chissà. Si possono ascoltare intercettazioni telefoniche, che fanno parte delle varie inchieste giudiziarie, imprenditori settentrionali che parlano con assoluta tranquillità delle loro azioni criminali, come se fosse una cosa normale di quello che hanno fatto e che forse stanno ancora facendo al nostro territorio. Tra questi, ha precisato D’Ambrosio: “C’è anche un finanziatore della Lega Nord”. L’arroganza, la violenza e il cinismo degli ecocriminali viene dimostrata a chiare lettere. Questo documentario – denuncia è la rappresentazione di una ventina d’anni governo locale connivente con la criminalità o quantomeno imbelle ed incapace, un dramma che riguarda tutte le parti politiche, anche se D’Ambrosio intervenendo a Reggio ha voluto marcare il suo antiberlusconismo, che forse con i rifiuti tossici sversati in Campania c’entrerà anche, ma poco. Biùtiful Cauntri, propone anche i filmati di Tir di veleni scaricati abusivamente ripresi dalle telecamere del Corpo Forestale dello Stato, fa raccontare il dramma direttamente agli allevatori che vedono morire le proprie pecore per colpa della diossina, contadini che coltivano terre inquinate dalle vicine discariche, non solo quelle illegali che sono centinaia ma anche quelle legali, che spesso sono realizzate senza che fossero rispettate le norme, e i recenti arresti di persone che hanno collaborato con il Commissariato di governo preposto all’emergenza lo hanno dimostrato. C’è anche la testimonianza di un educatore ambientale che lotta contro i crimini ambientali. Tra gli altri viene intervistato anche il Pm Donato Ceglie, che è stato titolare di varie inchieste contro le ecomafie, parla di una camorra dai colletti bianchi, imprenditoria deviata del Nord Italia, massoneria deviata ed istituzioni colluse. Biùtifl Cauntri, che nei giorni scorsi è stato proiettato anche nel corso del festival “Le terre di Don Peppe Diana”, è la dimostrazione che nonostante tutto nella nostra zona la libertà di stampa c’è, nonostante qualche noto romanziere asserisca di essere stato minacciato per aver semplicemente raccontato ciò che decine di coraggiosi cronisti locali scrivono da sempre. D’Ambrosio, che è originario di Pontecagnano (Salerno), ha precisato che per precauzione è stato consigliato di non andare a Casal di Principe. Ha raccontato com’è nata l’idea del titolo “Biùtiful Cauntri”, nasce prendendo spunto da alcune frasi pronunciate in un “inglese maccheronico” dell’ex ministro della cultura Francesco Rutelli, ha anche “rivelato” che Rai Tre stava per acquistare il film, ma il precipitare della situazione politica e l’avvio della campagna elettorale delle scorse elezioni politiche, secondo D’Ambrosio ha fatto in modo che ”la rete dei comunisti” non trasmettesse il documentario, non conveniva al centro sinistra governa in Campania. La stessa regione, ha riferito D’Ambrosio rammaricandosi di aver votato l’attuale parte politica che governa la Campania, ha negato un finanziamento perché essa finanzia solo documentarioì che “promuovono il territorio”. A proposito di questo tema è memorabile uno scontro con l’assessore regionale Andrea Cozzolino, che sostenne la tesi che Biùtiful Cauntri reca un danno d’immagine al territorio.

Salvatore Pizzo