Eurocompost: Seconda interrogazione parlamentare. Il sito chiuso dai commissari
La “puzza” dell’Eurocompost di Orta di Atella arriva fino a Roma. Con un’interrogazione al Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, prima il parlamentare Gennaro Coronella, poi il collega Luigi Cesaro hanno posto all’attenzione del Governo centrale la problematica che affligge i residenti di Orta di Atella, quelli dei comuni vicini. Tutto il problema ruota intorno alla puzza derivante dall’attività di trattamento dei rifiuti svolta dall’Eurocompost, un’azienda che svolge attività di recupero di biomasse attraverso il processo del compostaggio. La popolazione sia di Orta di Atella che di molti comuni limitrofi subisce i miasmi e gli odori nauseabondi provenienti dall’impianto rendono l’aria insalubre e creano problemi respiratori soprattutto a bambini e anziani. Senza contare, poi, che vi sono gravi disagi per i cittadini, che sono costretti a tenere chiuse le finestre e per gli esercizi commerciali che assistono impotenti alla fuga in massa dei potenziali clienti allontanati dall’odore stomachevole presente nell’aria. Le norme contenute nel Testo unico sulla salute, risalente al 1934, fissano il criterio secondo il quale nessuna attività può arrecare molestia ai cittadini che vivono nelle vicinanze del luogo ove tale attività si svolge. Si lascia così ampio spazio alla discrezionalità nella determinazione del concetto di molestia. È necessario che vengano, quindi, stabilite regole certe ed oggettivamente applicabili. “Un rimedio immediato ci sarebbe – fa notare Enzo Fumo, ingegnere chimico in prima linea contro i miasmi di Orta – ed è quello dell’utilizzo di tutti gli strumenti tecnici di abbattimento degli odorigeni. Un corretto e continuo funzionamento delle apparecchiature tecniche che esistono sul mercato garantirebbe una salubrità dell’aria che invece oggi appesta Orta di Atella e dintorni, in un raggio neanche troppo ridotto”. Intanto la Commissione straordinaria che regge le sorti del comune ha ordinato «di sospendere ad horas ogni ciclo di produzione connesso all’attività aziendale esercitata nell’opificio industriale». il provvedimento è stato firmato dal vice prefetto Fulvio Rocco, già venerdì scorso e entrato in vigore ieri mattina, è stato ritenuto necessario a seguito di ulteriori analisi condotte dall’Arpac e dall’Unità Operativa di Prevenzione Collettiva dell’ASL di Aversa distretto 34.