“Non uno di meno”, sta entrando nel vivo, nella Direzione Didattica di Cesa e Gricignano d’Aversa, il programma di attività extracurriculari, decise dagli organi collegiali, finalizzate a prevenire fenomeni di abbandono o di evasione scolastica, a contenere l’insuccesso e il disagio scolastico, a favorire l’integrazione e ad agevolare comportamenti non violenti attraverso attività motorie e sportiva.

“Con la realizzazione di più centri ricreativi che siano punto di aggregazione educativa e formativa – ha spiegato il Dirigente Scolastico Adriana Mincione -, miriamo a raggiungere una serie di obiettivi, quali l’eliminazione di una sottesa cultura illegale con il rafforzamento dei rapporti collaborativi tra scuola, famiglia e territorio. Inoltre, vogliamo favorire l’acquisizione di comportamenti interpersonali corretti, per una migliore socializzazione e integrazione. Putiamo poi ad una maggiore padronanza della lingua italiana e delle abilità strumentali della lettura”. La scuola di Cesa, come molte scuole italiane, in orario non scolastico, propone anche dei laboratori relativi a varie attività sportive e culturali, iniziative che hanno finalità sicuramente meritorie, che però hanno un effetto collaterale: allontanano ancor di più i bambini dai genitori. I piccoli, la mattina vanno a scuola, il pomeriggio se non sono a scuola spesso, specialmente quando hanno genitori che lavorano, sono impegnati in sport e corsi di varia natura, se a ciò si aggiungono anche i laboratori, ai quali molte famiglie italiane mandano i figli non con una convinzione pedagogica, ma per trovare una soluzione conciliante con gli orari di lavoro, i bambini passeranno ben poche ore con le famiglie. Lo stesso discorso è da fare per il tempo pieno e per la mensa. Specialmente nella scuola primaria (ex elementare), capita che molta gente confonda l’azione formativa delle istituzioni scolastiche ed il ruolo dei docenti professionisti in generale, con quello che compete a qui luoghi chiamati “baby parking”, dove lavorano dei baby sitter. La scuola è un’istituzione preposta alla formazione ed all’istruzione, non un luogo di intrattenimento. Bisognerebbe che negli orari extracurriculari, fornisse una maggiore formazione di tipo “permanente”, ma non ai bambini già troppo bombardati da ogni genere di attività, bensì agli adulti.

Salvatore Pizzo

Nella foto il dirigente scolastico Adriana Mincione