“Lasci perdere il sindaco Iervolino, Napoli non ha bisogno di avvocati, ma, semmai di buoni amministratori”. Lo sostiene il deputato Luigi Cesaro, (santintimese, membro dell’esecutivo di Forza Italia a Montecitorio e segretario provinciale napoletano del partito azzuro), nel commentare le critiche espresse dal sindaco partenopeo all’indirizzo di Giorgio Bocca, autore di un’inchiesta su Napoli, pubblicata su L’Espresso di questa settimana. Dice Cesaro: “Il sindaco di Napoli afferma di non leggere troppi libri gialli, a Forza Italia, a onor del vero, era parso l’esatto contrario. Come, d’altro canto, spiegare il clima di complotto che l’ex ministro dell’Interno vede a ogni piè sospiro? Ieri era il turno di Santoro, oggi di Giorgio Bocca, e domani, chi sarà il giornalista ad aver complottato contro Napoli?

Certo ci vuole una bella faccia tosta, per sostenere che quanti, oggi, denunciano i misfatti e le contraddizioni della malaNapoli fanno il gioco della Camorra e della Mafia. Perché, sindaco e governatore, non fanno un po’ d’esame di coscienza, chiedendosi se hanno realmente fatto tutto ciò che era nelle loro possibilità, per evitare che Napoli, e una larga fetta del territorio della Campania, si trasformassero in un terreno di scontro e di conquista per i clan della camorra? Ben dovrebbe sapere il sindaco Iervolino, che la medaglia della malaNapoli ha molte facce. E se solo una, quella criminale, è riconducibile alla camorra, tutte le altre, sono riconducibili a una responsabilità”. E’ sicuramente condivisibile che la Iervolino sbaglia prendersela con i giornalisti, ma è anche vero che gli esponenti di Forza Italia e della Cdl non possono dare lezioni a nessuno, proprio Cesaro è uno dei maggiorenti della politica di Sant’Antimo, forse nella sua città e meno presente la criminalità? Non è forse vero che prima di Bassolino in regione governava un certo Rastrelli di An? Forse queste cose il centro destra non le vuole dire. Intanto anche il segretario regionale di Fi, Nicola Casentino, deputato di Casal di Principe dice: “Il canto delle sirene che fa da accattivante sfondo alle indiscrezioni di stampa sul patto per Napoli non convince Forza Italia. Troppe le incongruenze e le contraddizioni che hanno contraddistinto l’operato di questo governo. Ultima in ordine di tempo, una finanziaria invisa dalla maggioranza degli italiani, per i suoi contenuti punitivi, incoerenti e, soprattutto, inefficaci a garantire lo sviluppo armonico del Paese. Nello scorso mese di luglio, ad esempio, sono stati promossi ben quattro tavoli di confronto tra Governo e Regioni (aree urbane, aree con fiscalità di vantaggio, infrastrutture e innovazione e ricerca). Ebbene, nessuno degli incontri è destinato a produrre risultati concreti. Ciò, per mancanza di una specifica normativa (è impossibile avviare un serio progetto di costituzione di aree con fiscalità di vantaggio, senza una preventiva e piena attuazione dell’art. 119 della Costituzione, sul federalismo fiscale) e, soprattutto di sufficienti risorse. Sono, infatti, solo 50 i milioni di euro stanziati per il biennio 2008/2009 dalla Finanziaria (art. 21), per lo sviluppo economico e sociale di aree e quartieri degradati nelle città del Mezzogiorno. Mentre le casse degli enti che storicamente e istituzionalmente dovrebbero promuovere l’innovazione e la ricerca in Italia, come Cnr, Enea, Asi e altri ancora, non sono stati dotate di un portafoglio in grado di garantirne un’efficiente operatività. Questo, senza voler aprire il capitolo delle Infrastrutture, dove con 3300 milioni di euro, stanziati dalla finanziaria per il 2007, non si potrà andare molto più in là del completamento delle opere già cantierate, escludendo dal finanziamento opere come la Metropolitana regionale (3734 milioni di euro), l’Alta velocità Napoli Bari (5300 milioni di euro) e la Tangenziale esterna. La musica non cambia sul fronte delle aree di crisi industriale (l’art. 114 della finanziaria concede in dote solo 15 milioni di euro al Fondo per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà), né su quello della sicurezza, vera nota dolente della manovra economica partorita da Padoa Schioppa, con la benedizione di Prodi e dei suoi ministri. Uno degli esempi più illuminanti di come questo governo intende garantire la sicurezza dei cittadini – prosegue Cosentino – arriva dalle convenzioni che il ministero dell’Interno potrà stipulare con le Regioni e gli enti locali per realizzare programmi finalizzati allo scopo. Ebbene, la legge finanziaria non ha previsto alcuno stanziamento, mentre gli enti locali dovrebbero fornire un contributo in termini logistici e finanziari (art. 38). Questo, senza dimenticare che l’art. 33, con l’espressione ‘razionalizzare’, intende, nei fatti, mascherare la soppressione delle Prefetture e delle Questure per le province con meno di 200mila abitanti. Se questo è l’antefatto – conclude il coordinatore campano di Forza Italia -, non è per niente chiaro cosa, e con quali garanzie, il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, potrà, oggi, promettere a Napoli, per uscire da un’emergenza che, come ricordava anche il Presidente della Repubblica, non è solo criminale, ma anche sociale, culturale e ambientale”.

Di s.p.