Caricato da freedomforpeople1 in data 26/ott/2011

“Vergogna” e “disumanità”: lenzuola sporche di urina, cinghie di contenzione, sporcizia, muffa, letti accatastati, uomini lasciati senza cure e ammassati, fino a 9 in una stanza, che bevono acqua rinfrescata nel wc o defecano dietro un muretto vicino al letto, dirigenti indifferenti come statue di marmo, vite dimenticate di internati che scontano un ergastolo bianco, come quella di un uomo che 25 anni fa si vestì da donna e andò davanti ad una scuola e da allora è rinchiuso, o il transessuale, solo, in una stanza cadente e sempre chiusa”. Sono 1.535 (1.433 uomini e 102 donne) i detenuti nei sei ospedali psichiatrici giudiziari (Opg) italiani. Un tempo chiamati “manicomi criminali”, gli Opg sono strutture dipendenti dal ministero della Giustizia dove si trovano 1.535 detenuti contro una capienza regolamentare di 1.322 posti e un limite di tollerabile di 1.684. L’internamento è una misura di sicurezza di tipo detentivo prevista dal nostro ordinamento giuridico. Su 1.535 detenuti che si trovano nei 6 opg funzionanti (Aversa, Napoli Sant’Eframo, Reggio Emilia, Castiglione delle Stiviere, Barcellona Pozzo di Gotto e Montelupo Fiorentino), la quasi totalità (1.305) non è composta da detenuti in attesa di giudizio né da condannati in via definita, bensì da internati. L’internato non deve scontare una pena relativa ad un reato commesso, ma si trova in un Opg in ragione di una valutazione di pericolosità sociale da parte di un perito o di un esperto, comunque sempre su decisione del giudice. Categoria:

Di red