«Non sarebbe certo la prima volta che la camorra o la mafia entrano nelle curve», sembrano le parole di un magistrato inquirente, in realtà è una dichiarazione rilasciata all’edizione barese de “La Repubblica” da un dirigente calcistico, il presidente del Comitato dilettantistico pugliese, Vito Tisci, che dopo quanto ha riferito dall’Espresso on line, per la seconda volta in pochi giorni è intervenuto in questi termini e proprio alla vigilia di due partite importanti dell’ultima giornata del campionato di Serie D (Girone H), incontri che domenica si svolgeranno entrambi in Puglia: uno a Bitonto, dove andrà l’Aversa Normanna che è prima in classifica a 71 punti, e l’altro a Barletta, dove la squadra di casa, seconda a 70 punti, riceverà l’Ischia.

Quella di Tisci è un’affermazione grave che merita l’attenzione anche della magistratura penale. Il fatto che la Puglia, come tutto il Sud, fosse una regione difficile sotto il profilo della presenza della criminalità organizzata è purtroppo noto, ma che i clan della mafia locale, che lì si chiama Sacra Corona Unita, fossero interessati anche allo sport dilettantistico è una novità assoluta. Se Tisci dice queste cose, vista la sua funzione, parla con cognizione di causa e magari avrà già riferito tutto quello che c’è da riferire a qualche pubblico ministero. I granata affronteranno la partita più difficile della storia calcistica aversana, 90 minuti che valgono la promozione nel calcio professionistico. Per questo saranno sicuramente molti i tifosi che si recheranno a Bitonto. La tifoseria granata è una delle più corrette dell’intera Serie D, tuttavia le precauzioni non sono mai troppe, qualche sconsiderato può sempre esserci, e la Prefettura di Bari, che è retta dall’ex prefetto di Terra di Lavoro Carlo Schilardi, sta già predisponendo misure adeguate per prevenire eventuali disordini. Schilardi ha detto a Repubblica: «Prenderemo le precauzioni del caso, senza esagerare. Siamo a conoscenza della situazione, così come sappiamo che da Aversa arriverà un po’ di tutto». Evidentemente sa che qualche provocatore stia pensando di infiltrarsi tra i tifosi. La situazione di alcune tifoserie in Puglia è molto delicata, per un’inchiesta relativa ad un traffico di droga è stato arrestato uno dei capi carismatici della tifoseria del Barletta, nella stessa città recentemente si sono verificate violenze contro la squadra del Pomigliano. Il problema della violenza potrebbe proporsi anche domenica, il presidente del Bitonto Francesco Paolo Noviello, ha detto a Repubblica: «Noi abbiamo mille posti a disposizione per gli ospiti, ma temo che ne giungeranno di più. Il nostro stadio è assolutamente all’altezza della situazione, ma in certi casi non si sa mai. C’è poi il problema di possibili infiltrati da Barletta: non sappiamo quanti ne verranno, è una stima difficile da fare». Ad avvelenare gli animi domenica è accaduto anche un episodio sgradevole, a Gragnano due giocatori del Bitonto hanno lamentato di essere stati aggrediti prima dell’entrata in campo da parte di alcuni avversari, i quali hanno anche ammesso il loro atto dicendo che chiederanno scusa. In merito a questo episodio sgradevole il giudice sportivo ha punito il Gragnano con un’ammenda di 6mila euro, “per indebita presenza all’interno del recinto di gioco di persona non autorizzata, che costringeva l’arbitro ad interrompere momentaneamente la gara per farla allontanare. Per avere propri tesserati non identificati rivolto ai calciatori ospiti, al loro arrivo presso l’impianto sportivo, espressioni offensive e minacciose. Lo spogliatoio riservato alla squadra ospite è stato trovato inagibile. Per avere propri tesserati non identificati, in occasione della fase di riscaldamento, aggredito calciatori ospiti con calci e pugni”. In merito agli stessi episodi è stato squalificato fino al 30 giugno l’allenatore del Bitonto Antonio Altamura, perché si legge dal provvedimento: “Per avere all’inizio della gara, spintonato con forza un Commissario di campo, rivolgendogli espressioni offensive ed intimidatorie. Il giudice sportivo ha squalificato per cinque giorni anche Vincenzo Manzo, il giocatore che sarebbe stato aggredito, la stessa squalifica è stata comminata a Giacomo Polverino ed Antonio Salomone, si legge: “Tutti per avere, prima dell’inizio della gara insieme ad altri compagni non identificati, colpito con calci e pugni alcuni giocatori della squadra avversaria”. Di fronte a tutto questo le parole più pacate arrivano dall’Aversa Normanna, il presidente Giovanni Spezzaferri, che ha emesso un comunicato per invitare i tifosi a non cedere alle provocazioni, si legge: “L’Aversa Normanna invita tutti i suoi supporter, in un momento così importante per le sorti di un campionato sempre condotto ai massimi livelli, a non cadere nelle provocazioni dei tifosi avversari, che dai siti internet infangano il nome della città di Aversa e della società granata, anche se queste provocazioni giungono attraverso dichiarazioni di persone con incarichi istituzionali importanti. ll loro intento è quello di destabilizzare la tranquillità del nostro ambiente in vista del decisivo match con il Bitonto, per il quale la società invita i tifosi normanni ad organizzarsi, in modo che domenica possa essere una giornata di sport e di festa” – e conclude Spezzaferri – “Infine, da lunedì 5 maggio, l’A.S.D. Aversa Normanna si riserva la possibilità di rivolgersi alle sedi opportune per tutelare la sua immagine e rispettabilità”. Ad Aversa viene prima il calcio giocato, poi se dovesse servire, a campionato finito ci saranno anche le carte bollate.

Salvatore Pizzo

Nella foto Giovanni Spezzaferri, presidente dell’Aversa Normanna

clicca sotto un video dei pacifici tifosi aversani

http://www.youtube.com/watch?v=u11BkCNF-Vo