Il giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, risulta iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Roma nell’ambito del procedimento nato dalla querela per diffamazione presentata dal deputato di Fratelli d’Italia Gimmi Cangiano.
La vicenda trae origine da un servizio televisivo in cui il nome del parlamentare di San Marcellino veniva accostato alla grave vicenda dell’attentato subito dallo stesso Ranucci. Un collegamento che Cangiano ha fin da subito respinto con forza, definendolo privo di fondamento e lesivo della propria immagine.
«Esprimo soddisfazione per la serietà e l’attenzione con cui la Procura sta seguendo la mia querela», ha dichiarato Gimmi Cangiano. «Ho appreso che Ranucci risulta indagato. Naturalmente sarà la magistratura ad accertare fatti ed eventuali responsabilità, nel pieno rispetto delle garanzie di tutti».
Il deputato di Fratelli d’Italia ha sottolineato di aver cercato una composizione bonaria prima di adire le vie legali: «Avevo pubblicamente chiesto a Ranucci di chiarire, smentire quelle accuse e chiedere scusa. Non lo ha fatto. Di fronte alla sua ostinazione ho deciso di affidarmi alla giustizia per tutelare la mia onorabilità, la mia famiglia e la comunità politica che rappresento».
Cangiano auspica ora che le indagini dei magistrati capitolini possano far piena luce sulle motivazioni che hanno portato il giornalista a formulare tali insinuazioni, che avevano coinvolto anche altri esponenti del partito sul territorio. La parola passa dunque ai giudici per far chiarezza su un caso che unisce cronaca giudiziaria e dibattito politico locale e nazionale.
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