Nato il 20 settembre del 1964 a San Cipriano D’Aversa, Antonio Iovine, soprannominato ‘O’Ninno’ per la sua faccia da bambino, era inserito nell’elenco dei trenta latitanti più pericolosi d’Italia. Iovine è insieme a Michele Zagaria, ancora latitante, era il capo del clan camorristico dei Casalesi. Era ricercato dal 1996 e nel luglio 1999 sono state diramate le ricerche in campo internazionale. Il 19 giugno 2008, nel processo d’appello del maxiprocesso Spartacus, Antonio Iovine viene condannato alla pena dell’ergastolo, insieme ad altri componenti del clan dei Casalesi. Nel maxiprocesso è condannato anche per omicidio. Negli ultimi anni, arresti e sequestri patrimoniali hanno fatto terra bruciata attorno al boss, che si è però reso irreperibile per ben 14 anni. Nel luglio del 2008, era stata già arrestata sua moglie, Errichetta Avallone, nella sua casa di San Cipriano di Aversa, su decreto di fermo emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e accusata di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Lo hanno trovato nella casa di un muratre incensurato nella quinta traversa di Via Cavour a Casal di Principe. L’operazione decisiva è stata possibile grazie ad un’ intercettazione telefonica la richiesta insolita era quella dell’acquisto di un panettone, un fatto che ha insospettito gli inquirenti che sono arrivati in casa di Marco Borrata, il 43enne incensurato arrestato per favoreggiamento. Il boss ha tentato di fuggire da un terrazzo ma è stato inutile. Nella diarchia con Zagaria è considerato il ‘manager’, la mente affaristica del Clan.