Adele Iavazzo scrive al Presidente dalla Camera Laura Boldrini. Obiettivo ottenere il riconoscimento della malattia di cui soffre che oggi per il Ministero della Salute non esiste anche se uccide. “Onorevole Presidente ho 34 anni e da quasi 10 anni soffro di sensibilità chimica multipla, conosciuta nel mondo MCS, una malattia –scrive Adele-

prodotta dall’inquinamento ambientale che mi rende sensibile a decine e decine di sostanze che mi impediscono letteralmente di vivere una vita normale, dove per normale si intende poter respirare senza l’aiuto di una maschera ad ossigeno, avere contatti con parenti e amici, poter uscire di casa per fare la spesa, andare a messa, parlare al telefono o scrivere al computer”. “Tutto questo mi è impedito –continua Adele- da una malattia che lo Stato Italiano non riconosce, a differenza di quanto accade in Francia, Inghilterra, Germania, Stati Uniti d’America per citare alcuni dei paesi in cui la malattia è riconosciuta e trattata per quanto possibile. Sottolineo per quanto possibile dal momento che essendo prodotta, come è stato dimostrato in maniera inequivocabile nei mio caso, da una alterazione del DNA, non essendo possibile ad oggi sostituire il DNA, gli ammalati di MCS possono soltanto essere aiutati a migliorare la loro qualità di vita che inesorabilmente ha come unica alternativa la morte”. “La mia malattia –sottolinea Adele- è sicuramente più grave di una qualsiasi malattia tumorale perché, se per un tumore esistono cure chirurgiche e mediche che possono in alcuni casi guarire e in altri allungare la speranza di vita, migliorandone anche la qualità, per gli ammalati di MCS non esiste cura, non essendo possibile sostituire il DNA”. “In Italia, ad oggi, sono circa 5000 gli ammalati di MCS con vari livelli di gravità e l’unico punto di riferimento concreto è a Roma presso il policlinico Umberto I, dove è possibile ottenere consigli dal professor Genovesi, ma la sola cura possibile per noi ammalati consisterebbe nel poter vivere in montagna a livelli superiori ai 1500 metri dove si riducono al massimo gli elementi inquinanti che causano i gravissimi sintomi miei e di quanti hanno la mia stessa malattia”. “Perché Le scrivo? Per chiederLe –chiarisce Adele- a nome di tutti i cittadini italiani che soffrono della MCS è destinata a diventare il male del secolo per l’inquinamento di cui soffre la nostra terra, parlo non solo della Campania, di Aversa e dell’agro aversano dove vivo, anzi sopravvivo, ma dell’intera penisola perché l’inquinamento interessa l’intera nazione, di adoperarsi presso il Ministro della Salute affinché la malattia venga riconosciuta anche nella nostra nazione, dove gli ammalati di MCS sono considerati invisibili, inesistenti, dove un ammalato di MCS rischia la vita se ha necessità di rivolgersi ad un medio di base o a un pronto soccorso perché, ignorando l’esistenza della malattia, potrebbero fornire cure capaci di creare problemi irrisolvibili”. “Circa le cure –continua Adele- ho ricevuto notizia di un centro di Dallas nel Texas in cui sarebbe stata trovata una cura capace di migliorare, quanto meno, la qualità di vita di chi è affetto dalla mia malattia, ma pur non avendo disponibilità di mezzi economici propri, pur avendo rivolto un appello alla città di Aversa per ottenere l’aiuto necessario a raccogliere fondi sufficienti per raggiungere Dallas e mantenermi per il periodo di cura, non Le chiede un sostegno economico per raggiungere quel centro specializzato, sostegno che se arrivasse sarebbe comunque ben accetto, ma ripeto con forza di far diventare visibili gli ammalati di MCS affinché possano essere considerati alla stregua di tutti gli altri ammalati Italiani che hanno la possibilità di essere curati nel nostro paese e, quando necessario, anche all’estero con il sostegno economico dello Stato come accade, per farle un esempio, per coloro che hanno bisogno di trapianto di fegato che spesso si servono di strutture oltre confine facendo ricorso al sostegno economico del Sistema Sanitario Nazionale che riconosce la loro malattia”. “Le chiedo Onorevole Presidente di rendere anche gli ammalati di MCS uguali a tutti i cittadini Italiani, facendo riconoscere con il Suo intervento questa malattia dal Ministero della Salute inserendola tra le malattie rare” conclude Adele ringraziando Laura Boldrini di quanto farà
ANTONIO ARDUINO

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